Attenzione
Al posto di una conceria sta per sorgere una moschea
A Santa Croce aprirà a settembre il nuovo centro islamico. Mussulmani al lavoro durante le ferie
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SANTA CROCE. L’ex conceria Benvenuti non c’è più, in via Sozzi: l’edificio ha preso la forma arabesca di una moschea, o meglio dell’Istituto culturale islamico toscano. Al piano superiore ci sono tre grandi finestre, erano due. Al piano terra c’è una nuova costruzione con sette colonne e altrettanti archi, mentre una scala esterna porta al piano superiore. I lavori sono ormai a buon punto. Inoltre, in occasione delle prossime ferie d’agosto, molti volontari sono disponibili a dare una mano per ultimare la ristrutturazione anziché rientrare per qualche settimana in patria.
Tutto pronto a settembre. «Siamo al 90% del lavoro - fa il punto della situazione l’imam Hassan Bendaoud (Abuzakaria), 36 anni, nato in Marocco ma da una quindicina d’anni residente a San Miniato - A settembre contiamo di entrarci. La struttura è questo punto grazie al lavoro della ditta e al contributo di tanti, e appena possibile sarà visitabile, e verrà annunciata la data dell’inaugurazione».
Scelto il colore. La facciata attualmente è bianca e appare ombreggiata nella tonalità. In basso, in un angolo, ci sono le prove di tinteggiatura: giallo arancio, giallo ocra, giallo pallido, rosa. Su quello giallo pallido è stata aggiunta la scritta ok. «Il colore definitivo è stato scelto e contrassegnato», conferma l’imam.
Non è una moschea. Anche se viene chiamata così, formalmente non lo è. «Sarebbe esteticamente una moschea - ebbe a dire l’imam, il capo che guida la preghiera - se fosse stata progettata e costruita appositamente secondo la cultura islamica. Invece abbiamo dovuto adattarci a un edificio già esistente, che abbiamo acquistato, e su cui stiamo lavorando. E che costituirà l’Istituto culturale islamico toscano, il nostro punto di riferimento nell’area da Pontedera a Empoli».
Anche una madrassa. Le sollecitazioni a poter disporre di un ambiente per la preghiera erano molto sentite in seno alla comunità musulmana. Ciò ha spinto all’acquisto e alla ristrutturazione dell’edificio. Non si conosce l’entità della spesa. La costruzione, su due piani, è grande circa 460 metri quadrati. «Non sarà una moschea tradizionale, ma un istituto che farà conoscere meglio l’Islam, diffondendo la cultura araba, seminando il più possibile il rispetto», ebbe a dire l’imam Bendaoud all’inizio dei lavori. Alla fine ospiterà anche una madrassa, la scuola coranica di teologia.
Area residenziale. La moschea confina a destra con il giardino di una villetta. Invece a sinistra e dirimpetto ci sono alcune concerie che dovranno abbandonare la zona, come previsto dal piano regolatore. La strada è stretta, ma tranquilla; nei pressi di viale Buozzi. «L’area diventerà residenziale, divisa da quella produttiva - osserva il vicesindaco Letizia Quaglierini - e anche per gli islamici sarà più facile ritrovarsi, in quanto adesso si riuniscono al piano terra di un condominio in via Roma. Avranno inoltre modo di parcheggiare nelle vicinanze del nuovo edificio».
Tutto pronto a settembre. «Siamo al 90% del lavoro - fa il punto della situazione l’imam Hassan Bendaoud (Abuzakaria), 36 anni, nato in Marocco ma da una quindicina d’anni residente a San Miniato - A settembre contiamo di entrarci. La struttura è questo punto grazie al lavoro della ditta e al contributo di tanti, e appena possibile sarà visitabile, e verrà annunciata la data dell’inaugurazione».
Scelto il colore. La facciata attualmente è bianca e appare ombreggiata nella tonalità. In basso, in un angolo, ci sono le prove di tinteggiatura: giallo arancio, giallo ocra, giallo pallido, rosa. Su quello giallo pallido è stata aggiunta la scritta ok. «Il colore definitivo è stato scelto e contrassegnato», conferma l’imam.
Non è una moschea. Anche se viene chiamata così, formalmente non lo è. «Sarebbe esteticamente una moschea - ebbe a dire l’imam, il capo che guida la preghiera - se fosse stata progettata e costruita appositamente secondo la cultura islamica. Invece abbiamo dovuto adattarci a un edificio già esistente, che abbiamo acquistato, e su cui stiamo lavorando. E che costituirà l’Istituto culturale islamico toscano, il nostro punto di riferimento nell’area da Pontedera a Empoli».
Anche una madrassa. Le sollecitazioni a poter disporre di un ambiente per la preghiera erano molto sentite in seno alla comunità musulmana. Ciò ha spinto all’acquisto e alla ristrutturazione dell’edificio. Non si conosce l’entità della spesa. La costruzione, su due piani, è grande circa 460 metri quadrati. «Non sarà una moschea tradizionale, ma un istituto che farà conoscere meglio l’Islam, diffondendo la cultura araba, seminando il più possibile il rispetto», ebbe a dire l’imam Bendaoud all’inizio dei lavori. Alla fine ospiterà anche una madrassa, la scuola coranica di teologia.
Area residenziale. La moschea confina a destra con il giardino di una villetta. Invece a sinistra e dirimpetto ci sono alcune concerie che dovranno abbandonare la zona, come previsto dal piano regolatore. La strada è stretta, ma tranquilla; nei pressi di viale Buozzi. «L’area diventerà residenziale, divisa da quella produttiva - osserva il vicesindaco Letizia Quaglierini - e anche per gli islamici sarà più facile ritrovarsi, in quanto adesso si riuniscono al piano terra di un condominio in via Roma. Avranno inoltre modo di parcheggiare nelle vicinanze del nuovo edificio».
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