Il Tirreno

Pontedera

La rivincita di Bocelli

Sabrina Chiellini
La rivincita di Bocelli

Apoteosi per il cantante e le altre star dopo il mercoledì nero

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LAJATICO. Stavolta il vento non ce l’ha fatta. Sul Teatro del Silenzio, il Grande Sole di Arnaldo Pomorodo ha potuto splendere in piena notte. Ha illuminato la grazia e il virtuosismo degli ospiti internazionali che Andrea Bocelli ha voluto per la seconda edizione del suo concerto, il primo nel quale si è proposto solo nella sua versione pop. E per l’occasione, sulle colline di questo paesino dell’Alta Valdera, si sono dati appuntamento in più di seimila. E non solo paesani di Bocelli, gente che lo ha visto nascere, giocare, crescere e prendere il volo verso mete internazionali. Per sentirlo cantare a due passi dalla sua casa natale, sono arrivati anche dall’America e dall’Argentina.

E, più di una volta gli hanno tributati applausi a scena aperta e standing ovation. È piaciuto il duetto con Elisa. Hanno incantato i musicisti: il pianista Lang Lang coi suoi virtuosismi, Kenny G con la poesia del suo sax. Lo spettacolo si è aperto sulle note di Melodramma, tratto dall’album Cieli di Toscana, e con la voce fuori dal campo di Giorgio Albertazzi che ha letto un testo scritto da Dino Carlesi. Così si sono accese le luci sul Teatro del Silenzio di Lajatico. Andrea Bocelli ha presentato anche brani inediti: uno, Italia, composto insieme con Jovanotti, l’altro, “Io ci sarò”, scritto da Eugenio Finardi, che racconta del rapporto tra un padre che sta per separarsi dalla moglie e il proprio figlio. «Con questa canzone - ha raccontato Bocelli - mi è capitata una cosa che non era mai successa, neanche quando ho cantato la Boheme o la Tosca.

Durante la registrazione in studio mi è toccato smettere perché mi sono commosso alla morte». «Il testo racconta di quel che un padre dice al figlio - ha spiegato - dal quale deve separarsi in ragione della rottura con la madre». «Il testo di Lorenzo Cherubinmi - ha proseguito Bocelli - è invece una dichiarazione di amore per la propria terra. Poche righe, poche parole, ma scritte alla maniera di Jovanotti». Nei prossimi mesi uscirà un «greatest hits» dei successi di Andrea Bocelli integrati da quattro brani inediti. L’edizione di quest’anno del concerto che Bocelli ha presentato al teatro del Silenzio ricalca, in qualche modo, quello che Pavarotti, ha fatto negli anni passati, nella sua proprietà. E, il pensiero del cantante di Lajatico, è andato anche al tenore. «Pavarotti è l’ultima grande figura carismatica del nostro tempo - ha detto Bocelli - Chi ama il bel canto vive una sorta di ammirazione sconfinata per lui».

Bocelli parla del grande collega suggerendo cautela nel parlare di malattia a chi gli chiede, un commento alle notizie della gravità delle condizioni di Pavarotti dopo le dichiarazioni della figlia. «Io sono stato a trovarlo a New York - ha raccontato Bocelli - sono stato a casa sua, abbiamo parlato di quel che si parla sempre, di canto».

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