Il dolore
«Astensione dovuta»
I nuovi azioni di Geofor sui conti del 2006
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PONTEDERA. Il bilancio consuntivo del 2006 di Geofor non convince i nuovi soci privati, tanto che i due consiglieri nominati dagli azionisti subentrati recentemente nell'azienda di Gello si sono astenuti. A spiegare le motivazioni dell'astensione è Marco Bonciolini, amministratore unico di Pisambiente (costituita da Ctc, Sta, Belvedere), la società che ha acquisito le quote vendute da Franco Forti e ha la governance di Geofor. «Sono passati appena quattro mesi dall'insediamento del nuovo amministratore delegato e dall'ingresso nel consiglio di amministrazione dei nostri due consiglieri Paolo Pellegrini e Renzo Macelloni», comincia Bonciolini.
«Il lavoro svolto in questo periodo è stato quello di conoscere l'azienda e farsi una precisa idea di quali sono i problemi da risolvere». I nuovi azionisti non idendono dare giudizi sul passato, «a noi compete - dice Bonciolini - lavorare al meglio per il futuro dell'Azienda e questo vogliamo fare». Tutto è rimandato all'assemblea dei soci, il 24 luglio.
Bonciolini dice qualcosa di più: «Vogliamo che in quella data, oltre ad approvare il bilancio 2006, i soci discutano le linee del piano industriale che noi vogliamo proporre perché, una volta discusso e approvato cosa si deve fare e come ci si deve muovere, si faccia in maniera puntuale e con tappe temporali da rispettare e da verificare».
Il socio privato non nasconde di avere trovato una situazione complessa. «I problemi di Geofor sono tanti - aggiunge Bonciolini - e solo con il massimo impegno del Cda, dei soci e dei lavoratori dell'azienda si possono raggiungere gli obiettivi necessari a farla diventare un'azienda “normale”». Nel frattempo i cittadini, ora che l'entità del buco nel bilancio Geofor è chiara, cominciano a farsi alcune domande. «Come è possibile che un'azienda che opera da anni sul territorio nel settore dei rifiuti in regime pressoché di monopolio possa avere tali ingenti perdite senza che allo stesso tempo non si comunichino pubblicamente anche i nomi dei responsabili politico-amministrativi di tale disfatta?», si chiede Luigi Barsotti, in passato consigliere comunale a Cascina.
E ancora: «Cosa decideranno i sindaci per risanare il bilancio? «È curioso infine - conclude Barsotti - l'assordante silenzio dei rappresentanti politici delle maggioranze, ma ancora di più, delle minoranze ai vari livelli istituzionali nessuno escluso. Dovrebbero esercitare un controllo e invece sembrano dormire chi sa quali sonni tranquilli!».
(s.c.)
«Il lavoro svolto in questo periodo è stato quello di conoscere l'azienda e farsi una precisa idea di quali sono i problemi da risolvere». I nuovi azionisti non idendono dare giudizi sul passato, «a noi compete - dice Bonciolini - lavorare al meglio per il futuro dell'Azienda e questo vogliamo fare». Tutto è rimandato all'assemblea dei soci, il 24 luglio.
Bonciolini dice qualcosa di più: «Vogliamo che in quella data, oltre ad approvare il bilancio 2006, i soci discutano le linee del piano industriale che noi vogliamo proporre perché, una volta discusso e approvato cosa si deve fare e come ci si deve muovere, si faccia in maniera puntuale e con tappe temporali da rispettare e da verificare».
Il socio privato non nasconde di avere trovato una situazione complessa. «I problemi di Geofor sono tanti - aggiunge Bonciolini - e solo con il massimo impegno del Cda, dei soci e dei lavoratori dell'azienda si possono raggiungere gli obiettivi necessari a farla diventare un'azienda “normale”». Nel frattempo i cittadini, ora che l'entità del buco nel bilancio Geofor è chiara, cominciano a farsi alcune domande. «Come è possibile che un'azienda che opera da anni sul territorio nel settore dei rifiuti in regime pressoché di monopolio possa avere tali ingenti perdite senza che allo stesso tempo non si comunichino pubblicamente anche i nomi dei responsabili politico-amministrativi di tale disfatta?», si chiede Luigi Barsotti, in passato consigliere comunale a Cascina.
E ancora: «Cosa decideranno i sindaci per risanare il bilancio? «È curioso infine - conclude Barsotti - l'assordante silenzio dei rappresentanti politici delle maggioranze, ma ancora di più, delle minoranze ai vari livelli istituzionali nessuno escluso. Dovrebbero esercitare un controllo e invece sembrano dormire chi sa quali sonni tranquilli!».
(s.c.)
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