Trasporti
«Tranquilli, il Pontedera non rischia di fallire»
Francesco Turchi
Monni: «Presto ci saranno novità». Ma i nomi di eventuali soci sono top secret. Non sono chiare le strategie per il prossimo campionato
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. «In questo momento, meno si parla e meglio è. Delle novità ci saranno, ma occorre ancora un po' di pazienza da parte di tutti». Il presidente del Pontedera, Carletto Monni non si sbottona riguardo all'evolversi della situazione intorno al Pontedera calcio. Presto dovrebbe annunciare delle novità a livello societario, ma per il momento i nomi restano top-secret. Con una sua certezza: «Mi preme sottolineare che l'Unione sportiva Pontedera non rischia il fallimento come qualcuno sostiene».
Il massimo dirigente granata lo ripete ogni qualvolta viene chiamato in causa sull'argomento, nonostante sia ben consapevole che sulla testa dell'Unione sportiva gravi un debito di un milione e mezzo di euro. A sostegno della sua tesi, Monni non ha una legge, quanto più un'abitudine ormai consolidata. Il presidente infatti fa leva sul fatto che, come sottolineano gli esperti in materia, difficilmente lo Stato si accanisce verso una società sportiva, fino a chiedere il fallimento. E considerato che la gran parte dei debiti dell'Us sono proprio verso lo Stato, è difficile pensare che Monni non abbia ragione.
Ma questo non basta. Perché sono sempre di più i tifosi che si chiedono se ne vale effettivamente la pena di agonizzare in serie D piuttosto che subire l'onta del fallimento, destino toccato in passato a tante altre gloriose società anche toscane, per poi ripartire da una serie inferiore, ma senza la zavorra di una situazione debitoria così pesante. Il dibattito va avanti e la ragione sembra destinata a non trovare un padrone. Chi detiene il timone, e chi gli sta vicino, è deciso ad andare avanti così, nella speranza di trovare ossigeno per andare avanti e magari, chissà, incrociare il proprio cammino con quello di un imprenditore facoltoso che sbrogli la matassa una volta per tutte.
Altrove lo società sono in pieno calciomercato, mentre a Pontedera si parla ancora di organigramma societario e l'aspetto tecnico è un rebus. I tifosi aspettano di sapere che Pontedera vedranno al Mannucci nel prossimo campionato. Anche se in cuor loro se lo immaginano e non sono per niente entusiasti.
Il massimo dirigente granata lo ripete ogni qualvolta viene chiamato in causa sull'argomento, nonostante sia ben consapevole che sulla testa dell'Unione sportiva gravi un debito di un milione e mezzo di euro. A sostegno della sua tesi, Monni non ha una legge, quanto più un'abitudine ormai consolidata. Il presidente infatti fa leva sul fatto che, come sottolineano gli esperti in materia, difficilmente lo Stato si accanisce verso una società sportiva, fino a chiedere il fallimento. E considerato che la gran parte dei debiti dell'Us sono proprio verso lo Stato, è difficile pensare che Monni non abbia ragione.
Ma questo non basta. Perché sono sempre di più i tifosi che si chiedono se ne vale effettivamente la pena di agonizzare in serie D piuttosto che subire l'onta del fallimento, destino toccato in passato a tante altre gloriose società anche toscane, per poi ripartire da una serie inferiore, ma senza la zavorra di una situazione debitoria così pesante. Il dibattito va avanti e la ragione sembra destinata a non trovare un padrone. Chi detiene il timone, e chi gli sta vicino, è deciso ad andare avanti così, nella speranza di trovare ossigeno per andare avanti e magari, chissà, incrociare il proprio cammino con quello di un imprenditore facoltoso che sbrogli la matassa una volta per tutte.
Altrove lo società sono in pieno calciomercato, mentre a Pontedera si parla ancora di organigramma societario e l'aspetto tecnico è un rebus. I tifosi aspettano di sapere che Pontedera vedranno al Mannucci nel prossimo campionato. Anche se in cuor loro se lo immaginano e non sono per niente entusiasti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google