Il Tirreno

Pontedera

Dipendenti Asl sul piede di guerra

Barbara Antoni

I sindacati minacciano lo sciopero per i tagli al personale. Inviata una lettera al prefetto. Martedì incontro decisivo

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PONTEDERA. Per ora è un proclama di stato di agitazione, indetto a gran voce da quattro sigle sindacali (Nursind, di soli infermieri; Funzione pubblica Cgil, Fps Cisl, Fpl Uil) e dalla Rsu. Ma il terremoto che scuote tutto il personale dell'Asl 5 potrebbe trasformarsi nel giro di pochi giorni in qualcosa di più: in uno sciopero generale. L'ultima parola la dirà l'esito dell'incontro che parti sindacali e Rsu avranno con i vertici aziendali davanti al prefetto, la dottoressa Maria Fiorella Scandura. Incontro che, secondo voci ben accreditate, dovrebbe svolgersi già dopodomani.

Intanto sindacati ed Rsu invieranno al presidente della Regione Claudio Martini la stessa lettera, già recapitata al prefetto e al direttore generale dell'Asl 5 Maria Teresa De Lauretis, in cui è contenuta la dichiarazione di inizio dell'agitazione. I cui motivi sono riassunti in un lungo elenco. Ma hanno, come comune denominatore, una sofferenza prolungata nei rapporti con la direzione aziendale dell'Asl 5, il precariato diffuso e ripetuti tagli (o non rinnovi) del personale che ora rischiano di mandare in tilt la macchina sanitaria, da Pontedera fino a Volterra.

Punto primo, i laboratori, già al centro di un progetto di riorganizzazione a livello regionale che vuole affidare a ciascuno una specializzazione. Bruno Fidanzi (Fpl Uil) li considera «l'ultima goccia». «Dal 2 luglio prossimo - riporta Fidanzi - un ordine di servizio dell'Asl 5 impone ai tecnici di laboratorio di fare le notti da soli, senza essere affiancati da un laureato, medico o non medico, come prevede invece una direttiva europea. I tecnici sono ridotti al lumicino - continua -, a forza di non sostituire quelli che fuoriescono. Non possono fare più di otto ore al giorno, invece l'Asl chiede che ne facciano dodici senza contarle come straordinari».

Punto secondo, l'intensità di cure. Una sperimentazione poi diventata legge che prevede un programma per ogni paziente: anziché essere lui ad andare nei vari reparti, sono gli specialisti ad andare da lui. «Un progetto che era positivo - dice ancora il sindacalista - ma che poi è diventato un escamotage per sfoltire il personale medico specialistico di ruolo. Anche in base - la sottolineatura è molto critica - al colore politico di cui si vestono».
Altri punti della protesta sono il pronto soccorso e il 118 (al servizio emergenza urgenza, continua Fidanzi, «i turni li fanno i medici a convenzione invece di quelli strutturati»), la psichiatria territoriale («da oltre un anno un'infermiera è andata in pensione ci sono difficoltà a fare i turni perché non è stata sostituita»), e l'obitorio di Pontedera («devono essere ristrutturati sia i locali che il personale»). E chi più ne ha più ne metta, compreso il clima pesante che ha portato, informa Fidanzi, all'avvio di otto cause almeno di mobbing da parte di dipendenti Asl.

Un contesto sanitario, insomma, che come lo tratteggia il sindacalista appare una pentola in piena ebollizione. Un motivo in più per la protesta. I sindacati attribuiscono alla direzione sanitaria «un comportamento arrogante» che ha portato a indire lo stato di agitazione». E che ora potrebbe portare anche a uno sciopero, di una giornata o di ore, di tutto il personale alle dipendenze dell'Asl 5, che comunque non potrà essere messo in pratica prima di quindici giorni (secondo i termini di legge) da dopodomani, se la trattativa interrotta non dovesse riprendere.

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