La manifestazione
Bilanci in rosso, i Comuni finanziavano
Francesca Suggi
I dirigenti non hanno mai consegnato i documenti nonostante i solleciti
4 MINUTI DI LETTURA
FAUGLIA. Trecento euro e pochi spiccioli di utile nel 2004. L'anno dopo se ne perdono 30mila. Se non si tratta di cattiva gestione poco ci manca quando si parla del Consorzio turistico delle colline pisane. Ecco bilancio per bilancio i numeri della polemica dell'ente faugliese, che oggi siamo riusciti a quantificare.
Bilanci in rosso. Spulciando sul sito della Camera di commercio di Pisa i quattro conti economici depositati, riportano una perdita costante. Di anno in anno. Inclusa quella di esordio datato 2003 con cui si chiudono i primi dodici mesi di attività già con un rosso di 7mila euro. Fino ad arrivare all'ultimo e controverso del 2006, che pur registrando un utile di 1487 euro, non consente ai dirigenti del Consorzio di dormire sonni tranquilli. Tutt'altro. L'ufficio in piazza Trento e Trieste da un anno ha chiuso ufficialmente i battenti, ingoiato da una gestione selvaggia della cassa, debiti contratti con enti e televisioni.
«Abbiamo un legale che segue la cosa», confermano da una tv locale. Al timone dell'ente la presidente Cecilia Lami “defenestrata” a fine 2005. Al suo posto l'allora vice presidente Paola Strambi, che ad oggi risulta ancora a capo del Consorzio.
Io sindaco negligente. La questione Consorzio è ancora una ferita aperta per tanti. Sindaci e imprenditori del territorio - questi ultimi promotori e soci fondatori dell'ente - avevano scommesso sull'idea. Colline da valorizzare, turisti dalle uova d'oro: mancava un coordinamento e i Comuni di Fauglia e di Lorenzana accettano di farne parte. Inizialmente come soci si impegnano annualmente ad erogare un contributo. Poche migliaia di euro per partire. Il giochino piace. Poi con delibera 32 del dicembre 2004 da Fauglia arriva la trasformazione dei rapporti in convenzione. “Avevamo sentore che qualcosa non andasse”, ha detto il sindaco nei giorni scorsi. Lorenzana rimane. Intanto sullo statuto, all'articolo 15 si legge “Sono di diritto membri del consiglio direttivo i sindaci protempore dei Comuni che collaborano con il Consorzio come consorziati sostenitori”. In teoria i sindaci erano tenuti a conoscere puntualmente in che acque stava navigando il Consorzio, considerato che i membri del Cda avrebbero il compito da statuto di amministrare, gestire, controllare e visionare i bilanci. In pratica «Non ho problemi a dire che ho peccato di negligenza. Io sono stato eletto nel 2004, eravamo già soci e avevo questioni più urgenti di cui occuparmi. Inizialmente avevo delegato un consigliere ad occuparsi dei rapporti con l'ente. Poi è andato tutto a tacere. Non ho mai revocato la nostra adesione a soci, ma so che a bilancio già lo scorso anno non avevamo stanziato più nessun contributo», arriva neppure troppo velato il j'accuse del sindaco di Lorenzana.
Tante volte li abbiamo intimati. Di tutta risposta il sindaco faugliese Riccardo Froli dal 2003 al 2005 ha finanziato l'ente per quasi 10mila euro, nonostante i buchi dell'ufficio. Nonostante la sua posizione “di diritto” come membro del Cda. Ma ribatte che nessuna convocazione ufficiale mai è arrivata a lui. Né per presentarsi alle assemblee di approvazione dei bilanci. Né per altre questioni. «Insisto nel dire che mai nessuno mi ha convocato», sottolinea. E sempre lo statuto docet: “L'assemblea ordinaria è convocata dal presidente del Consiglio direttivo a mezzo di lettera da inviare 8 giorni prima, o mediante affissione in bacheca.”. Perché, si legge nell'articolo 21 che l'assemblea ordinaria deve approvare i bilanci. «Il 6 marzo a protocollo c'è una mia lettera in cui invito la presidente Strambi alla puntuale presentazione del bilancio», continua. Cosa mai avvenuta.
L'ultimo atto. Anche l'assessorato al turismo ha il dente avvelenato. Parte una raffica di sollecitazioni ai vertici del Consorzio di presentarsi per chiarire questioni urgenti. Quattro almeno le lettere protocollate. Fino all'ultima del 9 gennaio 2007 in cui si invita l'ente a liberare l'ufficio di piazza Trento e Trieste. Si disdice formalmente la convenzione con il consorzio. E questa volta, in data 14 aprile il direttore generale del Comune Antonio Pellegrino ordina ufficialmente lo sgombero dei locali “entro e non oltre venti giorni dalla notifica dell'ordinanza. Decorso tale termine la pulizia sarà effettuata da questa amministrazione d'ufficio”. E così è stato nei giorni scorsi, vista la latitanza che ha caratterizzato anche questi ultimi barlumi di vita del Consorzio.
Bilanci in rosso. Spulciando sul sito della Camera di commercio di Pisa i quattro conti economici depositati, riportano una perdita costante. Di anno in anno. Inclusa quella di esordio datato 2003 con cui si chiudono i primi dodici mesi di attività già con un rosso di 7mila euro. Fino ad arrivare all'ultimo e controverso del 2006, che pur registrando un utile di 1487 euro, non consente ai dirigenti del Consorzio di dormire sonni tranquilli. Tutt'altro. L'ufficio in piazza Trento e Trieste da un anno ha chiuso ufficialmente i battenti, ingoiato da una gestione selvaggia della cassa, debiti contratti con enti e televisioni.
«Abbiamo un legale che segue la cosa», confermano da una tv locale. Al timone dell'ente la presidente Cecilia Lami “defenestrata” a fine 2005. Al suo posto l'allora vice presidente Paola Strambi, che ad oggi risulta ancora a capo del Consorzio.
Io sindaco negligente. La questione Consorzio è ancora una ferita aperta per tanti. Sindaci e imprenditori del territorio - questi ultimi promotori e soci fondatori dell'ente - avevano scommesso sull'idea. Colline da valorizzare, turisti dalle uova d'oro: mancava un coordinamento e i Comuni di Fauglia e di Lorenzana accettano di farne parte. Inizialmente come soci si impegnano annualmente ad erogare un contributo. Poche migliaia di euro per partire. Il giochino piace. Poi con delibera 32 del dicembre 2004 da Fauglia arriva la trasformazione dei rapporti in convenzione. “Avevamo sentore che qualcosa non andasse”, ha detto il sindaco nei giorni scorsi. Lorenzana rimane. Intanto sullo statuto, all'articolo 15 si legge “Sono di diritto membri del consiglio direttivo i sindaci protempore dei Comuni che collaborano con il Consorzio come consorziati sostenitori”. In teoria i sindaci erano tenuti a conoscere puntualmente in che acque stava navigando il Consorzio, considerato che i membri del Cda avrebbero il compito da statuto di amministrare, gestire, controllare e visionare i bilanci. In pratica «Non ho problemi a dire che ho peccato di negligenza. Io sono stato eletto nel 2004, eravamo già soci e avevo questioni più urgenti di cui occuparmi. Inizialmente avevo delegato un consigliere ad occuparsi dei rapporti con l'ente. Poi è andato tutto a tacere. Non ho mai revocato la nostra adesione a soci, ma so che a bilancio già lo scorso anno non avevamo stanziato più nessun contributo», arriva neppure troppo velato il j'accuse del sindaco di Lorenzana.
Tante volte li abbiamo intimati. Di tutta risposta il sindaco faugliese Riccardo Froli dal 2003 al 2005 ha finanziato l'ente per quasi 10mila euro, nonostante i buchi dell'ufficio. Nonostante la sua posizione “di diritto” come membro del Cda. Ma ribatte che nessuna convocazione ufficiale mai è arrivata a lui. Né per presentarsi alle assemblee di approvazione dei bilanci. Né per altre questioni. «Insisto nel dire che mai nessuno mi ha convocato», sottolinea. E sempre lo statuto docet: “L'assemblea ordinaria è convocata dal presidente del Consiglio direttivo a mezzo di lettera da inviare 8 giorni prima, o mediante affissione in bacheca.”. Perché, si legge nell'articolo 21 che l'assemblea ordinaria deve approvare i bilanci. «Il 6 marzo a protocollo c'è una mia lettera in cui invito la presidente Strambi alla puntuale presentazione del bilancio», continua. Cosa mai avvenuta.
L'ultimo atto. Anche l'assessorato al turismo ha il dente avvelenato. Parte una raffica di sollecitazioni ai vertici del Consorzio di presentarsi per chiarire questioni urgenti. Quattro almeno le lettere protocollate. Fino all'ultima del 9 gennaio 2007 in cui si invita l'ente a liberare l'ufficio di piazza Trento e Trieste. Si disdice formalmente la convenzione con il consorzio. E questa volta, in data 14 aprile il direttore generale del Comune Antonio Pellegrino ordina ufficialmente lo sgombero dei locali “entro e non oltre venti giorni dalla notifica dell'ordinanza. Decorso tale termine la pulizia sarà effettuata da questa amministrazione d'ufficio”. E così è stato nei giorni scorsi, vista la latitanza che ha caratterizzato anche questi ultimi barlumi di vita del Consorzio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google