Il Tirreno

Pontedera

Compost, la produzione andrà avanti

L'impianto è inadeguato ma i problemi nascono anche dalla raccolta

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PONTEDERA. L'impianto di compostaggio è vecchio e tecnologicamente inadeguato. Nel frattempo però Geofor, nonostante l'ondata di polemiche, ha deciso che non rinuncerà a produrre compost. Di necessità virtù, insomma. In questa fase, non è così rilevante a dire degli amministratori dell'azienda dei rifiuti di Gello, se il prodotto della lavorazione dell'organico non potrà essere impiegato in agricoltura. Anche perché non esiste un mercato vero e proprio del compost che spesso viene ceduto - così è stato spiegato - senza grandi guadagni. L'Arpat, infatti, ritiene che non abbia le caratteristiche per questo utilizzo. Il compost sarà dunque smaltito in discariche della provincia e di Rosignano o sarà usato per le operazioni di copertura dei rifiuti della stessa discarica di Gello.

«I cittadini non ci rimetteranno anche se per Geofor è una perdita. Ma questi costi saranno assorbiti dall'azienda - hanno spiegato l'amministratore delegato di Geofor, Paolo Pellegrini e il presidente del consiglio d'amministrazione, Maurizio Signorini - Conferire in discarica i rifiuti ai cittadini costa 78 euro a tonnellata. Il costo di trattamento del compost è di 48 euro».

Come funziona.
Attualmente, la frazione organica (circa 20.000 tonnellatte annue) selezionata dai cittadini, viene tutta trattata dall'impianto di compostaggio. A Gello - è stato spiegato - vengono trattate circa 75 tonnellate al giorno di frazione organica e alla fine del ciclo di maturazione (che dura circa 21 giorni) si ottengono circa 20/25% di sovvalli (cioè di impurità). Il peso e volume della massa organica si riduce di circa il 40/45% (diventando in parte percolato ed in gran parte vapor acqueo) e alla fine rimane il 30% di compost.

I guai. Il divieto di utilizzo in agricoltura è dovuto al fatto che nel compost è presente una percentuale di 1,5% di plastica, vetro, metallo, mentre la legge prevede che la stessa percentuale debba attestarsi sotto l'1%.
«Su 100 chilogrammi in arrivo - hanno spiegato Pellegrini e Signorini - solo 30 vengono smaltiti in discarica e questi 30 Kg sono rappresentati da un prodotto che ha caratteristiche totalmente diverse dal rifiuto». Non produce ulteriore percolato e, secondo gli amministratori di Geofor, si gestisce molto meglio di un qualsiasi rifiuto non trattato.

Raccolta da bacchettare. Rispetto al compost scadente le colpe sarebbero da dividere anche con i cittadini. Non è un problema solo di impianto. «Per evitare che il compost sia fuori specifica - ha spiegato Signorini - basterebbe che i cittadini evitassero di mettere nel contenitore dell'organico quantità spropositate di materiali che con l'organico non hanno nulla a che fare». Un giro tra le montagne di presunto organico chiarisce la situazione: da ogni parte spuntano oggetti di plastica, bottiglie e altra immondizia che niente a che fare con cibi da gettare. Il porta a porta dà buoni risultati. Ma dove è il cittadino a separare i rifiuti e a portarli al cassonetto i risultati sono scarsi.

I numeri. Ogni anno vengono raccolti ulteriori 10.000 tonnellate di sfalci d'erba, potature e ramaglie, che vengono utilizzate per produrre compost di qualità o pannelli con legno di recupero. Ecco i dati (non ancora certificati) del 2006 rispetto ai materiali raccolti. carta: 21.800 tonnellate ca.; ferro: 2.500 tonnellate; legno: 5.300 tonnellate; vetro: 6.300 tonnellate; plastica: 1.480 tonnellate; frigoriferi: 320 tonnellate; pec: 218 tonnellate.

Cattivi odori. I cittadini protestano e il sindaco, Paolo Marconcini, nei giorni scorsi, si è fatto interprete di questo disagio, per i cattivi odori causati dal compost stoccato vicino al vecchio impianto. Ora al posto delle montagne di terriccio ci sono colline. L'azienda ha provveduto allo smaltimento, come richiesto dall'ordinanza della Provincia che indica circa 3.750 metri cubi da smaltire. Di questi 1.491 tonnellate sono andate a Legoli, 659 alla Rea di Rosignano. Altre consegne seguiranno fino a quando l'impianto di compostaggio non sarà adeguato.
Senza enormi accumuli dovrebbero diminuire le maleodoranze che, soprattutto con il caldo, diventano insopportabili.

S.C.

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