Il dolore
Ora i tifosi conoscono le cose
Francesco Turchi
Pontedera, incontro franco e schietto con gli amministratori
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PONTEDERA. «Abbiamo fatto chiarezza su come sono andate le cose negli ultimi tempi, spiegando le motivazioni che hanno portato al fallimento della trattativa Monni-Tommasi. Ora stiamo lavorando per cercare di evitare il peggio». Sono le prime parole pronunciate dall'assessore allo sport Simone Millozzi, al termine del confronto con una delegazione di tifosi del Pontedera, andato avanti per oltre due ore. I sostenitori granata avevano chiesto maggiore chiarezza e l'hanno avuta. La conferma arriva dai diretti interessati: «Questo incontro - dicono è stato positivo e costruttivo».
«La verità - spiegano i tifosi - è che non c'è stata la verà volontà da parte di Tommasi di chiudere la trattativa». Ora però bisogna guardare avanti. C'è da garantire un futuro alla società granata, risanando una situazione economica grave: «Qualcosa - spiega Millozzi - si sta muovendo. Ci stiamo impegnando in questo senso. Al di là di questo è stato importante spiegare una serie di cose ai rappresentanti dei tifosi, che hanno compreso la nostra posizione». All'incontro a palazzo Stefanelli, ha partecipato anche il sindaco Paolo Marconcini: «È stato un incontro franco, all'insegna della chiarezza: decisamente positivo. Credo che sia fondamentale in questa fase, far capire che l'amministrazione comunale non ha il controllo della società e non può deciderne il destino. Stiamo facendo il possibile per contribuire a risolvere la situazione».
Il Comune c'è, ma non basta dunque a garantire la sopravvivenza della società. L'amministrazione comunale è disposta a recitare la sua parte, ma prima di tutto occorre un imprenditore o una cordata decisi a rilevare l'Unione sportiva Pontedera. Il debito è ora di dominio pubblico: un milione e mezzo di euro, buona parte del quale è verso lo stato. Chi si fa avanti in questo momento deve essere consapevole della situazione: i pro all'operazione sono l'importanza e la tradizione di una piazza che sa amare la sua società di calcio e il ritorno economico e di immagine che possono garantire Pontedera e dintorni. A sfavore c'è quel debito maledetto: a questo punto non conta più di chi è figlio, ma solo capire qual è la strada percorribile per risanarlo, con un piano pluriennale. Sempre che questo sia possibile. In attesa di novità e mentre le altre squadre di serie D parlano di acquisti e cessioni, l'amministrazione comunale pontederese e la delegazione di tifosi si sono dati un nuovo appuntamento: si rivedranno tra due settimane e faranno il punto della situazione. Nel frattempo proseguono contatti e colloqui, con la speranza di arrivare a una soluzione che garantisca un futuro all'Us: sarebbe la vittoria di tutti.
«La verità - spiegano i tifosi - è che non c'è stata la verà volontà da parte di Tommasi di chiudere la trattativa». Ora però bisogna guardare avanti. C'è da garantire un futuro alla società granata, risanando una situazione economica grave: «Qualcosa - spiega Millozzi - si sta muovendo. Ci stiamo impegnando in questo senso. Al di là di questo è stato importante spiegare una serie di cose ai rappresentanti dei tifosi, che hanno compreso la nostra posizione». All'incontro a palazzo Stefanelli, ha partecipato anche il sindaco Paolo Marconcini: «È stato un incontro franco, all'insegna della chiarezza: decisamente positivo. Credo che sia fondamentale in questa fase, far capire che l'amministrazione comunale non ha il controllo della società e non può deciderne il destino. Stiamo facendo il possibile per contribuire a risolvere la situazione».
Il Comune c'è, ma non basta dunque a garantire la sopravvivenza della società. L'amministrazione comunale è disposta a recitare la sua parte, ma prima di tutto occorre un imprenditore o una cordata decisi a rilevare l'Unione sportiva Pontedera. Il debito è ora di dominio pubblico: un milione e mezzo di euro, buona parte del quale è verso lo stato. Chi si fa avanti in questo momento deve essere consapevole della situazione: i pro all'operazione sono l'importanza e la tradizione di una piazza che sa amare la sua società di calcio e il ritorno economico e di immagine che possono garantire Pontedera e dintorni. A sfavore c'è quel debito maledetto: a questo punto non conta più di chi è figlio, ma solo capire qual è la strada percorribile per risanarlo, con un piano pluriennale. Sempre che questo sia possibile. In attesa di novità e mentre le altre squadre di serie D parlano di acquisti e cessioni, l'amministrazione comunale pontederese e la delegazione di tifosi si sono dati un nuovo appuntamento: si rivedranno tra due settimane e faranno il punto della situazione. Nel frattempo proseguono contatti e colloqui, con la speranza di arrivare a una soluzione che garantisca un futuro all'Us: sarebbe la vittoria di tutti.
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