Finanza
Hiv ed epatite B, allarme tra i cinquantenni
Barbara Antoni
Molti non usano precauzioni nei rapporti sessuali e vengono infettati. Le Asl segnalano anche patologie legate alle condizioni igieniche come la scabbia o all'immigrazione come la tubercolosi
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PONTEDERA. Delle malattie infettive tipiche dei bambini, solo la varicella continua a imperversare. Di quelle più legate alle condizioni igienico-sanitarie (scabbie o altre parassitosi) si continuano a rilevare episodi, legati soprattutto - spiegano i medici - a immigrazione e invecchiamento della popolazione (vedi turbercolosi). Ma quello che più salta agli occhi, da un'indagine condotta tra Valdera, area pisana, Alta Valdicecina e Valdarno, è la massiccia incidenza di epatite B, spesso legata a rapporti sessuali. «I casi si rilevano su adulti, in prevalenza maschi e ultra50enni», spiega il dottor Paolo Filidei, dell'Asl 11.
«L'epatite B colpisce più raramente soggetti fino a 27 anni - sottolinea Filidei, responsabile dell'unità di malattie infettive - perché fino a quell'età ormai sono tutti quanti vaccinati. Piuttosto l'epatite B sta riemergendo, come del resto Hiv e sifilidi, in adulti di tutte le età sessualmente attivi, molti dei quali anche anziani. Si insiste sulle scuole con l'educazione ai comportamenti sessuali corretti, e infatti nei giovani l'abitudine alle precauzioni c'è. Meno fra gli adulti. Obiettivi prioritari, allo stato attuale, sul versante malattie infettive sono quelli di consolidare le vaccinazioni, non solo nell'infanzia ma anche in età adolescenziale e adulta, di monitorare le patologie emergenti, informazione ed educazione sanitaria su Hiv e altre malattie a trasmissione sessuale».
Allarme povertà. Nuove povertà sempre più frequenti, famiglie o gruppi (anche non legati da parentela) di più persone che vivono in ambienti malsani e ristretti, sono uno dei motivi più rilevanti all'origine dell'insorgenza di altre malattie infettive, non gravi come l'epatite B, ma che ormai sembravano superate, vedi scabbie o parassitosi varie. «Si cominciano a rivedere casi di questo genere - continua Filidei - e spesso è difficile intervenire. Le famiglie in cui i casi si presentano spesso non hanno gli strumenti minimi necessari per debellare le malattie. Non hanno soldi per comprare le medicine, o per dotarsi di una lavatrice. Quindi dobbiamo attivare anche il servizio sociale, il meccanismo per risolvere il problema diventa più difficile».
Tubercolosi ed epatite A. Negli anni la tubercolosi è aumentata e poi si è stabilizzata: le cause di fondo del perdurare di questa malattia, spiegano i medici, sono da ritrovarsi soprattutto nell'immigrazione e nell'invecchiamento della popolazione. Quanto all'epatite A, continua la spiegazione, questa continua a verificarsi, ma è spesso associata a viaggi o al consumo di alimenti (frutti di mare).
Varicella, etc. Quasi azzerate le malattie infettive caratteristiche dell'infanzia, come morbillo, rosolia e pertosse, contro le quali ormai da anni i bambini vengono vaccinati. Ancora abbastanza diffusa è invece la parotite, ma «i casi non destano preoccupazione», continua Filidei. Rimane la varicella: per ora la vaccinazione non è prevista ma lo sarà, nel Valdarno, a partire dal 2008.
Ancora il tetano. Nemmeno il tetano è una malattia del tutto scomparsa. I casi sono pochi ma pericolosi, fanno sapere dall'Asl: «Riguardano soprattutto donne che vivono in campagna e non sono vaccinate».

«L'epatite B colpisce più raramente soggetti fino a 27 anni - sottolinea Filidei, responsabile dell'unità di malattie infettive - perché fino a quell'età ormai sono tutti quanti vaccinati. Piuttosto l'epatite B sta riemergendo, come del resto Hiv e sifilidi, in adulti di tutte le età sessualmente attivi, molti dei quali anche anziani. Si insiste sulle scuole con l'educazione ai comportamenti sessuali corretti, e infatti nei giovani l'abitudine alle precauzioni c'è. Meno fra gli adulti. Obiettivi prioritari, allo stato attuale, sul versante malattie infettive sono quelli di consolidare le vaccinazioni, non solo nell'infanzia ma anche in età adolescenziale e adulta, di monitorare le patologie emergenti, informazione ed educazione sanitaria su Hiv e altre malattie a trasmissione sessuale».
Allarme povertà. Nuove povertà sempre più frequenti, famiglie o gruppi (anche non legati da parentela) di più persone che vivono in ambienti malsani e ristretti, sono uno dei motivi più rilevanti all'origine dell'insorgenza di altre malattie infettive, non gravi come l'epatite B, ma che ormai sembravano superate, vedi scabbie o parassitosi varie. «Si cominciano a rivedere casi di questo genere - continua Filidei - e spesso è difficile intervenire. Le famiglie in cui i casi si presentano spesso non hanno gli strumenti minimi necessari per debellare le malattie. Non hanno soldi per comprare le medicine, o per dotarsi di una lavatrice. Quindi dobbiamo attivare anche il servizio sociale, il meccanismo per risolvere il problema diventa più difficile».
Tubercolosi ed epatite A. Negli anni la tubercolosi è aumentata e poi si è stabilizzata: le cause di fondo del perdurare di questa malattia, spiegano i medici, sono da ritrovarsi soprattutto nell'immigrazione e nell'invecchiamento della popolazione. Quanto all'epatite A, continua la spiegazione, questa continua a verificarsi, ma è spesso associata a viaggi o al consumo di alimenti (frutti di mare).
Varicella, etc. Quasi azzerate le malattie infettive caratteristiche dell'infanzia, come morbillo, rosolia e pertosse, contro le quali ormai da anni i bambini vengono vaccinati. Ancora abbastanza diffusa è invece la parotite, ma «i casi non destano preoccupazione», continua Filidei. Rimane la varicella: per ora la vaccinazione non è prevista ma lo sarà, nel Valdarno, a partire dal 2008.
Ancora il tetano. Nemmeno il tetano è una malattia del tutto scomparsa. I casi sono pochi ma pericolosi, fanno sapere dall'Asl: «Riguardano soprattutto donne che vivono in campagna e non sono vaccinate».
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