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Los Angeles, provincia di Peccioli
Andrea Lanini
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Il pubblico presente in sala al centro polivalente L'elogio della fantasia animata a "Cartoons Night" dagli Usa il genio di Marco Regina anima "Fiabesque"
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PECCIOLI. "Cartoons Night", o l'elogio della fantasia animata. La notte in cui i cartoni non solo si vedono, ma si vivono. Grazie a autori che mostrano i loro lavori in anteprima, a esperti che si confrontano, si raccontano, svelano tecniche e trucchi del mestiere, a registi e produttori che parlano di progetti, di stili, di sogni nel cassetto che già palpitano in 3D, di esperimenti da tentare, di storie e personaggi da far funzionare. E soprattutto grazie a "Fiabesque", che lo scorso sabato, per l'ottavo anno di fila, al Centro Polivalente di Peccioli, ha racchiuso tutto questo in un unica sequenza iniziata con l'introduzione di Max Pinucci, ideatore e direttore artistico della kermesse, e continuata con ospiti d'eccezione, tra cui Marco Regina, "Character animator", genio italiano dei cartoons in forza alla DreamWorks. Se "Fiabesque" è l'evento che trasforma il centro storico di Peccioli nel regno delle fiabe (quest'anno la metamorfosi è avvenuta dal 18 dicembre al 7 gennaio: teatro di strada, musica, danza, laboratori, giochi in strada, "La magia dell'inverno, dedicata ai bambini di ogni età"), "Cartoons Night" è la serata che le fiabe le materializza. Con l'aiuto del Comune di Peccioli, della Fondazione Peccioli per l'Arte (alla serata del 7 erano presenti il sindaco Silvano Crecchi e Andrea Petresi, assessore alla Cultura e presidente della Fondazione), della Belvedere Spa e di MBVision, promotori della manifestazione, "Cartoons Night" è cresciuta stagione dopo stagione, e la presenza di ospiti come Marco Regina lo conferma. Impegnato in questi giorni in un workshop a Firenze, la città in cui la sua fortunata carriera ha mosso i primi passi, Regina la serata pecciolese non se l'è voluta perdere. Quando Sara Sasi, della Scuola Internazionale di Comics di Firenze (partner di "Fiabesque" assieme all'Isia, altra eccellenza fiorentina), l'ha invitato, ha accettato al volo. «Tredici anni fa arrivai qui in Toscana. La mia idea era di diventare architetto e infatti mi sono iscritto alla facoltà, ma dopo un anno, proprio guardando uno speciale sulla DreamWorks, ho capito che la mia strada era un altra. Volevo fare cartoni animati. Quello era il mio vero obiettivo». L'ha centrato alla grande. 33 anni, originario di Matera, dal 2008 vive a Los Angeles, California, e lavora per il celebre studio fondato da Spielberg, Katzenberg e Geffen. Beato lui, viene da dire: «Questi che vedete», spiegava mentre sullo schermo scorrevano festose immagini di party all'aperto, «sono gli studi della DreamWorks. All'esterno riprendono un po' l'atmosfera dei cascinali toscani, tanto verde e strutture calde, accoglienti. Facciamo almeno una festa al mese, i boss della società vogliono che ci divertiamo, che siamo rilassati e tranquilli, così poi nel lavoro possiamo dare il meglio». "Shrek", "Kung Fu Panda", ora "Il gatto con gli stivali", tutti successi planetari: le feste della DreamWorks funzionano.
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