Il Tirreno

Pontedera

Punzo e la Compagnia dei detenuti-attori nel libro del giovane studioso Ciari

Andrea Lanini
Punzo e la Compagnia dei detenuti-attori nel libro del giovane studioso Ciari

2 MINUTI DI LETTURA





 VOLTERRA.Una giovane casa editrice (La Conchiglia di Santiago) e un giovane studioso di teatro (Lapo Ciari, scrittore, attore, drammaturgo, una laurea al Cmt di Pisa, tra gli animatori dell'associazione culturale "Territorio Teatro") si incontrano in un testo che racconta, dall'interno, dai mille particolari che compongono l'atmosfera di uno spettacolo prima che questo venga presentato al pubblico, il grande sogno utopico di Armando Punzo e della Compagnia della Fortezza. La scommessa di un gruppo di detenuti-attori che nello sguardo visionario del loro regista hanno cercato, e trovato, una nuova ipotesi di libertà. Il volume, "Armando Punzo e la scena imprigionata" - Ciari (nella foto) l'ha presentato a Pontedera in occasione dell'Era dei Libri - ricostruisce, da una prospettiva insolita e privilegiata (l'autore ha potuto seguire da vicino il lavoro di Punzo nei mesi che hanno preceduto la messa in scena di "Hamlice", spettacolo che nel 2010 si è aggiudicato il Premio Ubu per la migliore regia), il misterioso rito che gli interpreti della Compagnia di Volterra ripropongono. «Diceva Paul Klee: "L'arte non deve rappresentare ciò che si vede, ma deve rendere visibile l'invisibile"», spiega Ciari. «Il teatro è così: fa vedere l'invisibile. Gli spettacoli di Armando Punzo sono sogni a occhi aperti. Con l'unica differenza che ciò che accade davanti ai nostri occhi non è frutto della mente, ma di un altro sognatore. Nelle rappresentazioni di Punzo i sogni si basano sul fantastico, il paradosso: il ribaltamento. Come sapeva bene Shakespeare, "teatro e sogno parlano la stessa lingua"».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa