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Una sera da "Nello" a parlare di ciccione
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Lazzereschi con le cuoche del ristorante 2 MINUTI DI LETTURA
LAJATICO. «Allora l'anno prossimo si viene anche noi a Forcoli, Gianfranco?» chiede Viviana, l'abile cuoca, l'esperta in ricette tipiche toscane, subito prima che si scatti la foto di gruppo. «Di certo!», risponde galante Lazzereschi, il patron di Miss Cicciona: «Se vi iscrivete vi si prende subito!». «Però noi si vuole partecipare tutte e tre insieme», rilancia lei, «sulla passerella s'arriva in formazione, grembiuli compresi», e con la mano accarezza l'ampia campitura bianca che, come una valle innevata, le circonda la vita. Siamo a Lajatico, patria del belcanto, grazie alla voce di Andrea Bocelli e dei sapori della tradizione toscana. Negozietti che paiono pitturati a acquarello e che, facendo muro contro le logiche della grande distribuzione, si ostinano a puntare sul tipico, sulla ricetta nostrana. Il ristorante "Da Nello" è uno di questi. Ha aperto da un anno, «e sì, siamo molto contente di come sta andando: i prodotti di casa, i piatti che ormai cucinano in pochi, funzionano», spiegano le tre titolari, Viviana Baldeschi, Paola Bartalucci e Barbara Crecchi. E quindi vai di menu: «Coniglio fritto, trippa, zuppe», elenca Viviana, «mai aperto un libro di cucina, io: mi ha insegnato tutto mamma». Lazzereschi, che il coniglio fritto e la trippa imparò a conoscerli nei pranzi delle vendemmie toianesi, nei momenti della raccolta del grano, è un habitué. Poi, fresco di Miss Cicciona, vedendo le tre "Nello's angels" appoggiate al bancone, non ha resistito: «Qui ci vuole una foto ricordo!». Quando si dice il richiamo della carne. A.L.
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