Sicurezza
Da oggi alla Bellaria la 3 giorni di Yes we care con Ingroia e don Andrea Gallo
Il sogno africano degli scout pontederesi
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I ragazzi del clan Il Faro con il vicesindaco Sonetti 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Per rimettere a nuovo uno spicchio di mondo difficile come l'Africa, un campo scout può essere un buon inizio. I ragazzi del Clan "Il Faro" - gruppo Agesci Pontedera 1 - non solo ne sono convinti, ma anche consapevoli. I distintivi con la scritta "Uganda" che hanno cucito sulle loro camicie celesti ne sono la prova. Laggiù, la loro buona volontà ha dato avvio a qualcosa di nuovo. Quaggiù, a Pontedera, da venerdì 24 a domenica 26 giugno c'è una tre giorni che, con personaggi come Antonio Ingroia e don Andrea Gallo, parla di valori e coraggio. E che contribuirà al sogno africano degli scout pontederesi: edificare nuovo senso civico. La tre giorni, che sarà ospitata dal Centro Sportivo Bellaria, «ha un titolo importante quanto impegnativo», dice il vicesindaco del Comune di Pontedera Massimiliano Sonetti, «ma basta leggere il programma per capire che le promesse saranno mantenute». Ingroia arriverà venerdì, per animare l'incontro-dialogo dal titolo "C'è ancora la legalità?", don Gallo invece domenica, per parlare di globalizzazione e solidarietà. Interamente dedicata alla musica la serata del sabato. L'invito inizia fin dalla cena: a partire dalle 20, al Centro Sportivo ci si mette a tavola coi prodotti di "Libera", e in questo modo si contribuisce a tutto ciò che la formula inglese "Yes we care", derivata dal celebre motto di don Milani, sottintende. Agli scout del clan "Il Faro" interessava fare qualcosa per gli scout dell'Uganda: «Costruire un campo scout sulle rive del lago Vittoria - spiega Francesca Pardossi - fare in modo che le possibilità del loro scoutismo possano somigliare un po' di più alle nostre»; «Pensiamo alla forestazione di una porzione di territorio, all'allestimento di laboratori - spiega Pierluigi Masi - che realizzeremo con l'aiuto di Bhalobasa; «Per ora abbiamo completato la prima fase, la preparazione del terreno - dicono Lorenzo Armellin, Giulio Doveri, Agnese Cioni - per le altre due servono circa 6300 euro. La struttura servirà a dare un supporto agli orfani, a riabilitare i bambini di strada, a sensibilizzare i giovani sui temi del rispetto ambientale, a fare pratica di agricoltura sostenibile». A.L.
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