Sicurezza
La via segreta e il Sacco di Volterra
Una quarantina di documenti inediti raccontano l'assedio
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VOLTERRA. Colpi di cannone sparati notte e giorno. Grida di donne disperate e una strada sotterranea costruita in segreto per raggiungere le mura e occupare la città etrusca. Panico e terrore a Volterra nel 1472. Oggi, grazie ai 37 documenti inediti emersi dagli archivi di Stato di Mantova torna a vivere l'assedio e l'inutile guerra delle Allumiere ordita da Lorenzo De' Medici con la complicità del duca d'Urbino. Un vero e proprio reportage sul primo, cruento episodio della storia locale dove il diverbio sulle cave di allume diventa solo un pretesto, uno spunto, una scusa per mascherare fini politici ed economici. Il merito della scoperta va al professor Rodolfo Signorini dell'Accademia Virgiliana di Mantova che con questo bollettino ritrovato ha voluto omaggiare ed iniziare la sua collaborazione come socio dell'Accademia dei Sepolti di Volterra. «Dal 21 marzo al 29 giugno di quell'anno - spiega Simone Migliorini, direttore del Festival del Teatro Romano - il segretario del dux urbinate, Francesco Frendilacqua insieme ad altri, scrive giornalmente a Ludovico II Gonzaga narrando gli avvenimenti, le strategie politiche e militari, facendo nomi e cognomi dei traditori, dei ribelli e descrivendo il massacro fino all'ultima goccia di sangue. Documenti di grande fascino che contribuiscono ancor di più a far luce su questo eccidio che ha segnato vergognosamente lo splendore del Rinascimento toscano». Si parla dei responsabili, c'è il rammarico di Federigo da Montefeltro che non avrebbe voluto il saccheggio. Si ode perfino il tonfo di Paolo Inghirami, detto "il Pecorino", traditore dei volterrani, spinto giù dalla Torre del Porcellino, in piazza dei Priori. «Pagine - continua Migliorini - che pulsano drammatiche e che segneranno per sempre l'onorabilità di Lorenzo e del Montefeltro, già a suo tempo criticati da Machiavelli, Guicciardini e Savonarola». P.S.
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