Attenzione
Una ristampa commemora il monumento ai pontederesi morti nel Risorgimento
Il ricordo sparisce per novantamila lire
Francesca Suggi
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Limmagine della copertina del libro 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Inebriati dai fumi risorgimentali, partono. Il cuore che batte per la patria, combattono. Ma i tre ragazzi pontederesi Adolfo Bartoli, Giovanni Boldrini, Eugenio Barbiani non torneranno più nella loro città. E nel 1876 fu quel monumento sotto il tribunale a scandire il loro ricordo. Fino al 1947 quando per 90.000 lire il Sovrintendente dell'epoca fa togliere la vestigia, cancellando il ricordo dei tre giovani. Una memoria che oggi alle 18.30 tornerà a srotolarsi nel giardino della biblioteca comunale di Pontedera grazie alla presentazione della ristampa anastatica "11 giugno 1876, per il monumento ai Pontederesi caduti nelle patrie battaglie". Interverranno il sindaco Simone Millozzi, Michele Quirici della Tagete edizioni, Laura Martini e Enrico Angiolini. Nelle 130 pagine scorrono anche tutti i nomi dei volontari pontederesi che hanno preso parte al Risorgimento Italiano. E lui, Michele Quirici, prova a ricostruire quell'11 giugno 1876, giorno in cui fu inaugurato anche l'ospedale Lotti. Sfogliando la storia locale, saltano fuori aneddoti e soprattutto personaggi memorabili. Uno tra tutti quel Jesse Brandani nato nel 1850, che all'età di 17 anni parte a fianco di Garibaldi. Di mestiere fa il nastraio, entra e esce di galera. Un soggetto controverso e fuori dagli schemi che, addirittura, nel 1888 fa a Pontedera il primo funerale civile della storia, facendo andare su tutte le furie la Chiesa. E poi parte, alla volta del mondo. A piedi. Macina 140mila chilometri alla scoperta dei cinque continenti. E da tutti manda i diari di viaggio ai giornali locali. In testa un cappello di paglia, una chitarra in mano e la scritta "trovatore" Jesse spalanca gli occhi e respira mondo. Fino all'età di 88 anni, quando vicino Nizza muore. Altro filo che si arrotola è quello di Leonardo Bettini, pontederese partito per la battaglia di Curtatone e Montanare a 16 anni. Lui torna, vivo. E diventa prima avvocato, poi segretario comunale. E' lui ad aver fondato la società Operaia locale. Altro nome è quel Giovanni Boldrini mai più tornato dalla battaglia.
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