Gioco
Il teatro è la loro unica ora d'aria i detenuti portano in scena Pupi Avati
Filippo Bernardeschi
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VOLTERRA. Vivono nella sezione più rigida. Non possono uscire, nessun contatto con l'esterno, nessun permesso speciale per loro. Solo il teatro, con la sua forza espressiva ed emozionale, mette in comunicazione col mondo i 25 attori della compagnia Alta Sicurezza del carcere di Volterra (foto). Guidato dal regista e professore Alessandro Togoli, il gruppo sta portando in scena in questi giorni il suo ultimo spettacolo, ispirato a "Gli amici del bar Margherita" di Pupi Avati. Il primo incontro col pubblico - anche se a distanza - è avvenuto martedì, con una prova aperta al resto dei detenuti volterrani. L'altro ieri, invece, è stata la volta degli studenti maggiorenni del Niccolini. «Grazie all'arte le distanze si assottigliano - dichiara Togoli - i risultati ottenuti sono importanti sul piano formativo e su quello umano». Lo spettacolo, che si ispira anche ai testi di Stefano Benni e di Samuel Beckett, riprendendone l'umorismo, è stato scritto con la partecipazione dei detenuti, all'opera non solo come attori, dunque, ma anche come registi e scenografi. «La novità di quest'anno è proprio questa - afferma Togoli - abbiamo ricreato il bar Margherita nello spazio del carcere: due detenuti facevano i camerieri, interagivano col pubblico e prendevano le ordinazioni». La prossima esibizione sarà oggi, di fronte a un pubblico di invitati selezionati: fra essi, rappresentati delle istituzioni locali e degli uffici scolastici provinciale e regionale. L'ultima tappa sarà quella di domani, una performance dedicata esclusivamente ai familiari degli attori.
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