Il Tirreno

Pontedera

Nonostante la pioggia, ha riscosso successo il concerto degli studenti pontederesi

Musica e lotta politica per la fine della scuola

Filippo Bernardeschi
Un momento del concerto degli studenti
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Un momento del concerto degli studenti

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 PONTEDERA.Ci si è messa in mezzo la pioggia, a scombinare i piani e gli orari, ma alla fine "Restiamo umani, Resistiamo umani", il concerto di fine anno interamente organizzato dagli studenti di Pontedera, è andato in scena, così come era stato programmato.  La lotta politica e culturale è tornata ad accendersi venerdì sera, allo stadio Marconcini.  L'evento, promosso dal Fronte pontederese per l'informazione e la cultura, è stato pensato dai liceali per ripercorrere la protesta dei mesi scorsi contro i tagli governativi, per dare corpo e sostanza al movimento nato e sviluppatosi in quel contesto. Tutto per affermare che non si è trattato di una "primavera" passeggera, ma dell'inizio di qualcosa che avrà una continuità nel tempo. La musica era l'elemento principale: artisti locali si sono avvicendati, a partire dalle 21, a musicisti internazionali, in un evento dedicato alla memoria di Vittorio Arrigoni.  «E' stata una bella serata, peccato per la pioggia, che ci ha costretto a ridimensionarlo - commenta Andrea Fulceri, studente del XXV Aprile (lui è salito sul palco con i Kdf attack, noto gruppo rap pontederese) -. In ogni caso siamo soddisfatti - continua - perché l'evento aveva l'appoggio delle istituzioni, ma è partito dai giovani».  L'obiettivo, aveva dichiarato una delle organizzatrici, Alessia Telese, era quello di «Farci conoscere, unendo musica e informazione». E' per questo che sul palco del Marconcini sono saliti anche i rappresentati dei comitati referendari, per ricordare l'appuntamento ai seggi del 12 e 13 giugno.  Fra i gruppi locali si sono esibiti i Last Nice Guys, i Fiori di Hiroshima, gli Area 51, i Roll Out The Hank, i Fiumalbo.  Poi artisti di punta, come Nicola Manzan di Bologna violenta, gli Yo Yo Mundi da Torino e Radici nel cemento da Roma.  «Credo sia solo l'inizio - ipotizza Fulceri - gli studenti avranno ancora molto da proporre e da dimostrare».

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