La protesta
Coperte, quadri e modelli: se l'arte è galeotta Lavori dei detenuti in mostra a Volterra
Filippo Bernardeschi
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Sopra e a destra alcuni dei lavori dei detenuti del Maschio esposti in via Turazza fino al prossimo 29 maggio 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. L'arte e la produzione passano anche attraverso le carceri, dando vita a mostre e a veri e propri mestieri retribuiti. Coperte e ricami, ma anche quadri e modellini, sono al centro dell'esposizione dei detenuti volterrani che resterà aperta, fino al 29 maggio, in via Turazza. Coperte, tappeti, sovraccoperte, piccole opere d'arte. «Tutta roba di qualità», garantisce Mirella Venturi, presidentessa di Spazio Libero, l'associazione promotrice dell'evento. «Dietro a questi prodotti c'è una capacità acquisita con la pratica e la dedizione - spiega - i ricavi di eventuali vendite saranno versati ai carcerati attraverso la mediazione dell'ufficio ragioneria». Turisti e familiari sono gli acquirenti più assidui. «La crisi - afferma - non crea circostanze favorevoli al mercato dell'arte». Ciò non toglie che si raggiungano risultati sorprendenti. Dietro il lavoro artigianale c'è l'esperienza nella sartoria del carcere (in questo caso i proventi delle vendite vanno al Ministero, perché i detenuti sono assunti e stipendiati) ma nell'ambito artistico si scoprono dei talenti: «Un detenuto russo ha la passione per le icone religiose - racconta Venturi - un altro ci ha consegnato delle miniature di velieri, due delle quali riproducono le caravelle di Colombo. C'è chi imita i futuristi o Caravaggio, e chi preferisce scorci di Volterra». Insomma, le qualità produttive non vanno perse con la reclusione, e in certi casi costituiscono una sorta di riscatto. L'orario della mostra è continuato: dalla mattina alla sera. L'evento, che ha il sostegno della Fondazione Crv, coinvolge una ventina di reclusi, fra i quali anche alcuni appartenenti alla sezione alta sicurezza.
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