Attenzione
Domani a Volterra al Teatro Santa Chiara la storia vera di Nof4: è fantascienza, non follia
Nannetti, la sragione e i graffiti sul palco
◗
I graffiti di Oreste Nannetti sul muro del padiglione 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Un uomo internato nel manicomio di Volterra. Tra il 1961 e il 1972. Un libro graffito di 180 metri inciso con la fibbia della divisa da "matto". Lui è Nof4, al secolo Oreste Nannetti: una storia che a distanza di anni trasuda di leggenda e significati sconosciuti e che domani prende forma sul palco del Teatro S.Chiara di Volterra, in borgo Santo Stefano, alle 21. Si intitola "Nof4: è fantascienza, non follia!" la messa in scena di Francesco Cortonesi, con Gianni Bruschi, musiche di Homespun+, video e luci a cura di Leonardo Lambruschini, scenografia di Samuele Bertocci, fotografie di Nof4 a cura di Abramo De Licio e Silvia Baglioni, trailer a cura di Federico Greco. Una storia vera insomma. Che Francesco Cortonesi presenta al pubblico sulla figura di Oreste Fernando Nannetti, artista rinchiuso in un manicomio una cinquantina di anni fa. I matti, si sa, sono da sempre considerati un problema irrisolto della società. Ci sono quelli buoni, quelli cattivi, quelli inclassificabili. Così come ci sono quelli reintegrabili e quelli da vero manicomio, il luogo non-luogo per eccellenza dove vige la logica della sragione ragionevole. Foucault scriveva infatti, in un saggio di un bel po' di anni fa, che sin dal Seicento i pazzi erano da considerare come veri e propri "mostri", individui la cui attività era principalmente quella di sragionare in piena libertà. Per questo stesso motivo i dementi erano localizzati, al pari degli esseri mitologici, al di fuori delle carte geografiche. Sì, avete capito bene, questi portatori di diversità, un tempo, venivano disegnati sulle cartine geografiche ai margini, sotto ai mari e agli oceani, negli spazi non occupati dai territori cittadini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
