Sicurezza
In scena al club Cavatappi insieme al suo trio composto da Tavolazzi e Borri
Danilo Rea, il guru della musica jazz a Calcinaia
◗
Danilo Rea al pianoforte 2 MINUTI DI LETTURA
CALCINAIA. Danilo Rea, senza dubbio fra i più celebrati jazzisti oggi in attività, insignito, di fresco, del "Top Jazz" 2010, e il suo trio Ares Tavolazzi (c.basso), Piero Borri (batteria) saranno sul palcoscenico, del "Il cavatappi" mercoledì 19 gennaio, alle 21.30, per inaugurare la programmazione jazz per il 2011. Ecco l'atmosfera adatta per lasciarsi andare alle molteplici suggestioni musicali sfaccettate che lo stile di questo maestro suggerisce. Se tra i fini della musica c'è raccontare storie, emozioni, sogni, paesaggi interiori, questo che Rea ci fa sentire appare un eccellente esempio di narrazione musicale sfaccettata, variegata nel lessico, nella costruzione sintattica e nell'espressività. Non ci sono limiti di repertorio: dai Beatles a George Gershwin, da Fabrizio De Andrè a Thelonius Monk, da Gigi Tenco agli standard della msicaca d'autore Sembra di assistere ad un concerto sinfonico, dove l'orchestra è racchiusa nel pianoforte e nelle mani di Danilo. Ogni brano, infatti. appare come una piccola sinfonia, con i suoi movimenti interni, in un'alternanza di "adagio" e "presto", di "forte e piano" che mai fa prevedere gli immediati sviluppi successivi. I temi dei brani suonano come citazioni che emergono dal magma sonoro e trovano un proprio percorso, si legano gli uni agli altri, restano in contatto, attraverso passaggi fluidi, talora rarefatti e lunari tal'altra vorticosi e dirompenti. Riconosciamo melodie note, le inseguiamo inafferrabili e pronte ad una istantanea metamorfosi, poliedriche ne cerchiamo varie definizioni, ma poi hanno la stesa mutevolezza del vento. Rea sembra cercare la musica di un concerto di suggestiva poliedricità, imprigionato nella forza espressiva di una musica immaginifica, lirica, onirica. intensa, appassionata, velocissimi piccoli preludi preparatori allo sgorgare delle linee melodiche tracciate con la mano destra: Ma spesso le mani dilagano serratamente fino a confondersi in un suono compatto, preciso, voci distinte di un intreccio logico. Un paio d'ore di buona musica che non sarà facile dimenticare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
