Il Tirreno

Pontedera

Consigli per non eccedere durante il pranzo di Natale

Gian Ugo Berti

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 PONTEDERA.Tre giorni di festa consecutivi (25, 26, 27 dicembre) sono un'ottima occasione per stare insieme in famiglia, ma possono trasformarsi in un intervento a gamba tesa del calendario sotto il profilo nutrizionale. Non vogliamo dare consigli, soltanto informare per orientare. Lasagne al forno, arista in crosta di pane, patate arrosto e dolci natalizi ed ancora risotto al limone.  E bollito misto in salsa verde, verdure all'aceto balsamico, asparagi al limone ed ananas rappresentano due menù che, nel complessivo, portano le calorie introdotte nella giornata al limite ottimale di 2mila e 200. Si tratta di una scelta non casuale quella che proponiamo, perché rappresenta la "carta" di pranzo e cena in un ospedale della Toscana, là dove - s'intende - il menù proposto è per quei malati in sufficienti condizioni fisiche. Senza arrivare al proverbio popolare secondo cui la dieta migliore è quella di alzarsi da tavola con addosso ancora un po' di fame (è Natale non dimentichiamo), facciamo due calcoli (non quelli di fegato o di rene) e programmiamo invece con buon senso e prudenza, tenendo conto delle condizioni generali di tutti i commensali. Presione alta, diabete, colesterolo alle stelle, trigliceridi "a mille" sono situazioni che vanno tenute presenti. E' un po' come preparare un pranzo di solo pesce per un gruppo di commensali, senza ipotizzare che può esserci ad esempio qualcuno con una intolleranza a quell'alimento specifico. Da qui, parlarne col medico ed in famiglia.

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