Il dolore
A Settis i "Delfini d'argento"
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Un momento della premiazione dei Delfini Premio consegnato nel segno del paesaggio
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CASCINA. I "Delfini" nel segno della tutela del paesaggio. Il professor Salvatore Settis, ritirando il premio Delfini d'argento ha ricordato come la tutela del paesaggio sia stabilita come un valore sin dall'articolo nove della Costituzione. Dal direttore della Scuola Normale di Pisa un messaggio fermo e preoccupato sulla qualità dell'ambiente in Italia. Quest'anno il riconoscimento, assegnato dalla Pubblica assistenza di Cascina, ha raggiunto la 25ª edizione, tornando a premiare un'intelligenza che hanno saputo unire scienza e attenzione per gli altri. La giornata di premiazione si è aperta con la conferenza del professor Settis nella sala del consiglio comunale. Un intervento sulla necessità di tutela e salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente. A seguire la visita dell'associazione, con la consegna della tessera della Pubblica assistenza a Settis. La cerimonia di premiazione si è spostata al teatro Politeama, aperta da un concerto della corale polifonica cascinese e da una selezione di immagini dedicate alle prime 24 edizioni del premio. Una breve proiezione per ripercorrere la storia e presentare i volti dei premiati dai "Delfini": una galleria di scienziati e ricercatori da Margherita Hack a Bruno Pontecorvo. Per la consegna del premio sul palco, insieme al premiato, Sergio Gamba, presidente della Pubblica assistenza, il sindaco di Cascina Moreno Franceschini e il professor Umberto Carpi, chiamato a presentare Salvatore Settis. La motivazione di assegnazione del premio ha ripercorso l'impegno che ha segnato la carriera accademica del professor Settis. Delfini consegnati al direttore della Normale per gli «studi di altissimo valore internazionale nel campo della storia dell'arte antica, della tradizione classica, dell'iconografia e dell'arte religiosa e per l'impegno nella formazione di giovani studiosi e la difesa coraggiosa e appassionata del patrimonio culturale italiano». E il premio a Settis ha rappresentato anche un'occasione di riconoscimento per la Scuola Normale di Pisa che proprio in questi giorni celebra i 200 anni dalla fondazione. La cerimonia è stata però anche segnata dalla tragica notizia della morte dei militari italiani in Afghanistan e, in apertura, è stato osservato un minuto di silenzio, come segno di lutto.
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