Il Tirreno

Pontedera

«Scrivo libri, ma non voglio fare la scrittrice»

Filippo Bernardeschi
<b>VINCITRICE. </b>La studentessa Eleonora Lopiano
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VINCITRICE. La studentessa Eleonora Lopiano

Eleonora, dal liceo di Volterra al primo premio per un racconto sull'integrazione

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 VOLTERRA. Si chiama Eleonora Lopiano, frequenta la prima al liceo classico Carducci di Volterra, mastica 13 libri all'anno e... non vuole fare la scrittrice. Però scrive.  E lo fa abbastanza bene da vincere il primo premio del concorso nazionale "Scrittura fresca". Dieci pagine, una storia delicata: la difficoltà dell'integrazione, un rapporto d'amicizia fra una ragazza indiana e una ragazza down, compagne di classe che si scoprono uguali nella diversità. "Ma io lo so" - questo il titolo del racconto di Eleonora - vale 300 euro, una targa e un omaggio floreale, oltre, ovviamente, all'orgoglio di parenti e insegnanti.  Nonostante il successo, però, Eleonora proprio non riesce a immaginare un futuro schiacciato sull'arte di scrivere. Un controsenso? Per niente. La giovanissima ha le idee chiare: «Sono davvero felice di aver vinto - dice - ma non ho intenzione di farne un lavoro: deve rimanere una passione». L'obiettivo è studiare lingue e, magari, viaggiare. Se poi si dovesse presentare l'occasione, certo: «Scrivere e pubblicare, perché no?». La prima cosa la sta portando avanti da un po': «Lavoro a un libro da due anni - confessa - ma non so se lo farò leggere a qualcuno, o se lo proporrò a una casa editrice. Dipende dal risultato finale».  Intanto un colpo l'ha già messo a segno. Eleonora ha ricevuto il premio direttamente dalle mani del sindaco di San Giuliano Terme, che ha concluso la cerimonia, svoltasi domenica 26 settembre al teatro Rossini di Pontasserchio, parlando proprio della sua opera: «Dobbiamo fare di questo racconto il nostro agire quotidiano - ha affermato Paolo Panattoni - considerando veramente la diversità come ricchezza». Proprio questo è l'ingrediente principale di "Ma io lo so". Clara è una bambina down. Dayita, di origini indiane, l'aiuterà ad affrontare la propria condizione osservandola con occhi diversi: «Mia nonna indiana dice che diversità è ricchezza - spiega Dayita a Clara - quello che non è dentro di te lo puoi trovare negli altri come un tesoro».

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