Gioco
Ha partecipato anche Maria, la nipote di Corradino DAscanio, papà dello scooter
In Vespa attraverso la Valdera, a rimirar i campanili disegnati dall'architetto Bellincioni
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Foto di gruppo dei vespisti a fine raduno: al centro, Giuseppe Cau 3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Da lassù, l'architetto Bellincioni guarda le gambe della miss in minigonna e sorride (e ne ha ben donde). Lei, la spumeggiante Laura Baggiani, cascinese di 21 anni, finalista a Miss Toscana, oggi presente in veste di madrina, scendendo dall'Ape Calessino blu e bianco della ditta F.lli Vannini sorride alla folla e ai flash dei fotografi. Intanto, all'ombra del primo campanile, più di centocinquanta Vespe di ogni tipo e modello e annata si schierano festose in attesa di partire per la tappa successiva, Soiana. Un tour come quello di domenica 13 settembre non si era ancora visto. L'idea, nella sua semplicità, è artisticamente perfetta: celebrare la bellezza statica attraverso la bellezza in movimento. La prima, degnamente rappresentata dai paesaggi di sei comuni della Valdera: Pontedera, Terricciola, Capannoli, Peccioli, Palaia, Montopoli; la seconda, dalle curve sinuose della madre di tutti gli scooter, la Vespa, vera signora di queste nostre terre, uno dei tanti lampi di genio (il più divertente) di Corradino D'Ascanio, la cui nipote, Maria, fa parte della spedizione. A fare da svettante trait d'union, l'estro metamorfico di un grande architetto, Luigi Ranieri Gaetano Bellincioni, anche lui, come la Vespa, pontederese. «Vedi quante cose da sapere», sentivi dire domenica mentre la gente, scesa dallo scooter, rimirava i campanili, «uno davanti a queste strutture ci passa per una vita e magari non sa neanche il nome di chi li ha fatti». Vero, proprio così. Mica tanto conosciuto, dalle nostre parti, il lavoro di Bellincioni. Eppure ai suoi bei dì partecipò a fior di concorsi, compreso quello per il completamento della cupola del Brunelleschi. Da noi eseguì importanti lavori. Tra cui il campanile della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Pontedera, quello della pievania di Sant'Andrea Apostolo in Soiana, quello della propositura della Madonna delle Grazie di Santo Pietro Belvedere, quello della chiesa di San Verano in Peccioli, quello della prioria di Forcoli, quello della pieve di Santa Maria Novella a Marti. E allora ecco che all'Apt di Pisa e al Vespa Club Pontedera è venuta l'idea: perché non inserire i sei campanili del Bellincioni in un unico itinerario vespizzato? Detto fatto. Con l'appoggio della Regione, della Provincia di Pisa, della Fondazione Piaggio, dei sei comuni raggiunti dall'itinerario, dei fratelli Vannini (fornitori del Calessino porta-miss e di varie Vespe d'epoca), dei Vespa Club Italia, Pisa, Valdera, Monte Serra, l'idea è montata in sella. A coordinare gli aspetti tecnici, l'architetto pontederese Enrico Agonigi, già autore di varie pubblicazioni dedicate all'illustre collega otto-novecentesco. Dopo i saluti dell'assessore alla Cultura del Comune di Pontedera Stefano Tognarelli, del direttore dell'Apt di Pisa Roberto Guiggiani, del vicepresidente della Fondazione Piaggio Manrico Ferrucci, la carovana vespistica parte dal Museo "Giovanni Alberto Agnelli" alla volta del primo campanile della lista. In cima al corteo, la bionda madrina sull'Ape Calessino. Dietro, centocinquanta Vespe. Una bellezza di movimento. Andrea Lanini A sinistra, la madrina del raduno Laura Baggiani mentre consegna un omaggio dell'Apt al presidente del Vespa Club Pontedera Giuseppe Stefanelli. Sopra, i vespisti in sella durante il tour
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