La manifestazione
Maxi-impianto e “Comunità” per risparmiare sull’energia
Il parco fotovoltaico su un terreno messo a disposizione dal Comune di Capannoli, avviso per raccogliere adesioni tra imprese, famiglie e associazioni
CAPANNOLI. Una comunità che scommette sull’energia green per abbattere i costi
delle bollette e allo stesso tempo dare una mano a chi è in difficoltà. Perché l’obiettivo principale – come sottolinea il Comune, promotore del progetto – «è fornire benefici ambientali, economici e sociali e non quello di realizzare profitti finanziari». La “Comunità energetica rinnovabile” sta muovendo i suoi primi passi a Capannoli su due fronti. Da una parte l’ente mette a disposizione un terreno, che si trova a ridosso dell’area artigianale, per realizzarci un impianto fotovoltaico da 1 Megawatt. Dall’altra, sempre l’amministrazione comunale, ha pubblicato l’avviso per raccogliere le adesioni
(entro l’11 marzo, la documentazione su www.comune.capannoli.pi.it) tra imprese, enti pubblici, soggetti del terzo settore e famiglie «con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire localmente energia elettrica da fonte rinnovabile».
I membri della Cer – si spiega nel documento – possono rivestire diversi ruoli:
quello di consumatore, nel caso che il soggetto non disponga di un impianto proprio ma usufruisca dell’energia condivisa dagli impianti della Comunità; oppure può essere anche “produttore”, nel caso realizzi un impianto per contribuire alla produzione di energia da fonti rinnovabili; e allo stesso tempo i soci possono essere contemporaneamente “produttori e consumatori”, nel caso abbiano un impianto collegato al proprio contatore con cui copre il suo fabbisogno elettrico cedendo alla Cer l’energia in esubero. Il Comune, dal canto suo – che in questo percorso si è avvalso della collaborazione del Polo Tecnologico di Navacchio – svolge il ruolo di regista, ma anche di protagonista: partecipa, per esempio, alla costituzione della Cer come socio fondatore, raccoglie le adesione, mette a disposizione il terreno.
E veniamo all’aspetto economico. L’energia prodotta e condivisa dai membri della Comunità viene incentivata per vent’anni dallo Stato attraverso il Gse (Gestore
dei servizi energetici), società interamente partecipata dal ministero dell’Economia, in base a una serie di parametri: dimensione degli impianti, zona geografica e prezzo di mercato dell’energia elettrica.
«La comunità energetica potrà costituire lo strumento per garantire un adeguato sostegno all’associazionismo – sottolinea l’amministrazione comunale – e al terzo settore, generando risparmi per l’ente e benefici per le associazioni, nonché promuovere e sostenere il tessuto economico e produttivo». Proprio in quest’ottica
si è tenuto a Villa Baciocchi un incontro con gli imprenditori, ai quali sono stati presentati i dettagli dell’operazione e i benefici, che ovviamente sono più impattanti
per le realtà più “energivore”.
«La Comunità energetica – sintetizza la sindaca Arianna Cecchini – in sostanza riceve gli incentivi statali in base alla produzione di energia e li suddivide tra i soci.
Non è previsto uno sconto diretto in bolletta, che resta quella tradizionale legata ai
consumi, ma allo stesso tempo si ricevono - attraverso il canale della Cer - i bonus
che vanno quindi ad abbattere le spese per l’energia di famiglie e imprese».
Cecchini sottolinea anche la funzione sociale dell’iniziativa: «Una parte degli incentivi potrà essere dirottata su un fondo da utilizzare per aiutare le fasce più deboli della popolazioni». L’impianto che sorgerà a Capannoli sarà allacciato alla cabina di Ponsacco, che serve un territorio ampio, comprese fette di territorio dei comuni di Palaia, Casciana Terme Lari e Pontedera per esempio, oltre che l’intero
comune di Ponsacco: «E proprio questo aspetto ci apre anche delle prospettive di
ampliamento e crescita della comunità: i Comuni ci hanno già manifestato interesse per la nascita della nostra Comunità insieme alla volontà di ampliarla».
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