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Il caso

Offese ai vigili urbani di Montopoli sul web, in cinque pagano il risarcimento

Andreas Quirici

	Sopra a sinistra la comandante della polizia municipale di Montopoli Susanna Pisanò e il sindaco Giovanni Capecchi protagonisti di una vicenda di offese via web
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Sopra a sinistra la comandante della polizia municipale di Montopoli Susanna Pisanò e il sindaco Giovanni Capecchi protagonisti di una vicenda di offese via web

I denunciati si scusano pubblicamente con un annuncio sul nostro giornale

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MONTOPOLI. Prima hanno pagato complessivamente 600 euro poi, a loro spese, hanno pubblicato un’inserzione pubblicitaria sul giornale Il Tirreno dell’altro giorno in cui hanno chiesto formalmente scusa al Comune e alla polizia municipale di Montopoli per i commenti offensivi pubblicati su Facebook il 25 marzo dello scorso anno. È il risultato di una conciliazione tra cinque persone (tre donne e due uomini), l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Capecchi e la polizia municipale di cui è comandante Susanna Pisanò.

La conciliazione è stata gestita dalla Guardia di finanza e la Procura di Pisa dopo la denuncia per diffamazione a mezzo social network.

Ieri Pisanò e Capecchi hanno voluto dare un senso a tutto questo. «Abbiamo voluto difendere l’onore della polizia municipale e degli agenti - ha spiegato la comandante - perché i fatti sono stati molto gravi. I 600 euro pagati complessivamente sono stati ripartiti proprio tra gli agenti in maniera simbolica. Io non ho preso nulla perché il mio scopo era arrivare alle scuse nei confronti del Corpo che rappresento».

Il giorno in cui è scoppiata la bufera social, alcuni agenti avevano multato un’auto parcheggiata sul marciapiede. Il proprietario ha pubblicato il verbale su Facebook scatenando tanti commenti. Tra cui anche numerosi offensivi nei confronti della Municipale. La persona multata non è stata ritenuta colpevole di reati. Mentre i cinque utenti del social network, tra cui anche una persona che abita al Nord Italia e che non ha nulla a che fare con Montopoli, sono stati denunciati.«Abbiamo intrapreso questo percorso legale - ha aggiunto la comandante Pisanò - perché le offese rivolte agli agenti sono state davvero pesanti. Ma anche per ribadire una volta per tutte che i controlli che effettuiamo non sono finalizzati a vessare i cittadini o a lucrare, come si leggeva nei commenti su Facebook in quella circostanza.

La polizia municipale, al contrario, è un presidio di sicurezza e di servizio per la collettività».Il sindaco Capecchi ribadisce che «sono state applicate le sanzioni minime e anche la pubblicazione delle scuse sul giornale è stata decisa in base alle disponibilità economiche dei denunciati. Il nostro scopo era far capire che i social network possono essere uno strumento molto utile se viene usato con buon senso. Diversamente si trasforma in un mezzo infernale come nel caso delle tante offese rivolte alla nostra polizia municipale. Ed è giusto che a situazioni del genere facciano seguito risposte come quelle che siamo riusciti a dare come Comune e come comando di polizia municipale in questa vicenda».Anche perché non è al prima volta che gli agenti sono presi di mira dopo una contravvenzione. «Di recente, la mia auto e quella di una nostra collega - racconta Susanna Pisanò - sono state danneggiate per un divieto di sosta. E non è il solo evento simile».

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