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Gli Stop Grillaia bocciano l'assessora Monni: "Risposte evasive"

Gli Stop Grillaia bocciano l'assessora Monni: "Risposte evasive"

I cittadini che si oppongono alla discarica giudicano evasive le risposte date dalla politica e dai tecnici

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CHIANNI. Non si sono accontentati della risposte, definite «evasive e non in grado di entrare nei quesiti posti», dell’assessora all’ambiente della Regione Toscana, Monia Monni. Per questo il gruppo di cittadini dello "Stop Grillaia", dopo aver inviato una prima pec agli uffici dell’assessora, replicano ancora a quelle che, tramite i documenti e le relazioni avanzate dai tecnici regionali, erano delle risposte sulla riapertura della discarica di Chianni per la quale l’arrivo dell’amianto, ormai, sembra prossimo.

«La relazione dell’architetto Franco Chiodini, dirigente responsabile dell’area ambiente in Regione, cita dati tra loro non compatibili - dicono in una nota gli Stop Grillaia -. Nel primo caso perché la quantità di rifiuti sversati, di circa 2.000.000 di tonnellate, è superiore alle volumetrie massime autorizzate per la discarica. Anche il recupero volumetrico di 300.000 metri cubi, autorizzato nel 2014 dalla Provincia di Pisa e citato nella risposta di Chiodini, si basa sulle dichiarazioni del richiedente e non è mai stata verificata».

I cittadini contrari alla riapertura del sito chiannerino, però, rispondono anche sulle considerazioni tecniche dell’altro dirigente responsabile, l’ingegner Franco Gallori. «Ci sono delle palesi contraddizioni anche nella sua parte di risposta tecnica. In particolare sul monitoraggio che deve essere da giugno 2020 alla data di avvio dei conferimenti, mentre Gallori spiega che questa non sia definitiva dall’autorizzazione della giunta regionale del maggio 2020» - sottolineano ancora nel documento i rappresentanti di Stop Grillaia. Le risposte della Regione Toscana, infine, non convincono i cittadini contrari alla riapertura della discarica di Chianni anche per quanto riguarda gli aspetti legati al percolato. «In vari documenti non coincide la quantità dei rifiuti conferiti, in particolare con riferimenti ai fanghi conciari - scrivono i cittadini -. C’è una differenza sostanziale tra 131.000 metri cubi e 200mila metri cubi, una differenza di oltre il 50% in più rispetto a quanto descritto da diversi documenti.

«Complessivamente, riscontriamo che appaiono differenze sui numeri in gioco che dimostra una scarsa attenzione e un sentimento diffuso di forte gradimento del progetto della proponente da parte dei vari uffici interpellati».

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