Il Tirreno

Pontedera

Violenze per anni sulla moglie

Pietro Barghigiani
Violenze per anni sulla moglie

Il giudice dispone per un imprenditore l’allontanamento dalla casa familiare

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PONTEDERA. Non succede in una famiglia disgregata. La marginalità sociale e culturale alberga altrove. Non nella casa di un imprenditore che da giovedì per effetto della misura cautelare firmata dal gip del Tribunale non vive più sotto lo stesso tetto con la moglie. La violenza è traversale e non ha esclusive di censo. È una storia che dallo sfogo della donna alla ginecologa di fiducia arriva prima al commissariato e poi alla Procura con un passaggio indispensabile al pronto soccorso. Ora c’è il primo punto fermo di una vicenda in cui la sopraffazione dell’uomo sulla donna diventa obbligo sessuale di lei di sottostare alle voglie di lui. Anche quando il rifiuto è esplicito e ripetuto.Partiamo dalla fine. A un imprenditore del settore edile di un piccolo comune della Valdera i poliziotti del commissariato hanno notificato la misura dell’allontanamento dalla casa familiare.Da giovedì sera dorme in un’altra abitazione e non può avvicinarsi alla moglie con la quale da tempo era in rotta dopo l’ultimo episodio uscito dalla sfera domestica ed entrato nel campionario delle violenze raccolte dai medici del pronto soccorso.Se dovesse violare la prescrizione del giudice, chiesta e ottenuta dal sostituto procuratore Egidio Celano, l’imprenditore rischierebbe l’arresto.

Prima di denunciarlo alla polizia, la moglie ci ha riflettuto per mesi. Sarebbero iniziati da almeno tre anni gli assalti dell’uomo nel considerare la moglie alla stregua di un oggetto di piacere. Mai reciproco, confida la donna al momento di liberarsi quando si fa visitare dalla ginecologa dopo l’ennesimo abuso del padre delle sue figlie. L’ipotesi di reato è violenza sessuale per aver preteso rapporti senza il consenso. Anzi, sapendo fin dall’inizio che sarebbero stati vissuti come un oltraggio alla dignità e al corpo della donna. Lui non si curava dei no della moglie. Una situazione di disagio avvertita in casa anche dalle figlie. Loro sono dalla parte della mamma e in alcune occasioni avrebbero pure registrato le liti tra i genitori provocate proprio dall’approccio del papà. Dopo l’ultimo incontro non richiesto e subìto, la donna sente dolori ovunque. Si decide a mettere a conoscenza del suo calvario una persona che può capirla.

Non solo come donna, ma anche come medico. È la ginecologa che dopo la visita le consiglia, quasi le ordina per il suo bene, di presentarsi al pronto soccorso. È un passaggio cruciale perché fino a quel momento pur essendo diventata un bersaglio sessuale non aveva mai denunciato il marito. Se va in ospedale non può più tornare indietro perché quello che dirà diventerà forse un processo. Di sicuro un atto d’accusa contro l’uomo con cui ha messo su famiglia. Non è facile, ma decide di farsi coraggio e mettere tra lei e il coniuge una linea di confine che con l’allontanamento dalla casa familiare viene tracciata dal Tribunale. Nei prossimi giorni davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia l’imprenditore avrà l’occasione di spiegare perché dava il tormento alla moglie con continui e non richiesti rapporti sessuali.

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