Il Tirreno

Pontedera

La vaccinazione di massa libera 180 nonni: «Ora basta vivere nella paura»

Nilo Di Modica
La vaccinazione di massa libera 180 nonni: «Ora basta vivere nella paura»

Zero forfait tra i convocati al palasport di Calcinaia. Organizzazione ok, protagonisti anche i ragazzi

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CALCINAIA. Chiamata a raccolta per gli ultimi ultra ottantenni ancora non vaccinati del comune di Calcinaia, con una grande giornata ieri che, dalle ore 9 alle 18, ha visto rispondere tutti e 180 i cittadini più che ottuagenari che ancora dovevano avere la prima dose di Pfizer. I vaccinandi sono stati chiamati uno per uno dai medici di famiglia e scaglionati nelle prenotazioni lungo la giornata. L’iniziativa, messa in piedi dal comune su invito dei dottori si è tenuta al Palazzetto dello Sport in via Santa Ubaldesca e ha visto il coinvolgimento, sul fronte logistico, di Pro Assistenza Calcinaia e Pubblica Assistenza e Misericordia di Fornacette, oltre che dell’Associazione Basket.

«Non un hub continuativo, come quello di Pontedera - specifica il sindaco Cristiano Alderigi -. Ma una manifestazione che abbiamo voluto per chiudere la fase delle prime dosi agli ultraottantenni di Calcinaia, già arrivata alla fase conclusiva. Una grande giornata dedicata alla sicurezza dei nostri concittadini più esposti, resa possibile dal gran lavoro delle organizzazioni di protezione civile. Senza dimenticare il grande apporto dell’associazione Basket, che gestisce la palestra comunale». Allertati, come riserve, anche alcuni soggetti fragili. Al servizio i medici Romano Pardossi, Mirene Anna Luciani, Serena Malacarne, Monica Pucci e Fabio Scacciati di Calcinaia, Valerio Scrivo di Buti e Walter Costanzo di Santa Maria a Monte. «Un’organizzazione eccellente, dalla Regione che ha assicurato i vaccini, all’Asl, al comune fino alle associazioni - commentano Pardossi e Luciani -. Un grande passo avanti nella campagna». Chiamata alla quale nessuno dei convocati si è sottratto, neppure chi si è presentato con qualche perplessità. «L’organizzazione è perfetta e ho fatto tutto in fretta - racconta Orlando Spigai, 82 anni -. Non mi avessero chiamato forse non lo avrei fatto, perché faccio una vita isolata, in casa e nell’orto. Ma in fondo sono stato operato 6 volte in passato, quindi ricevuto la chiamata ho risposto senza timore».

«Io volevo il Pfizer - dice, invece, Alessandro Baroni, 83 anni -. Quando mi hanno assicurato che era quello ho accettato. Dopotutto faccio da tanti anni anche il vaccino antinfluenzale». Nella maggior parte dei casi, poi, a prevalere è stata la voglia di normalità. «Io non ho paura, voglio tornare prima possibile a una vita tranquilla - dice Pieranna Zucchelli, 82 anni, accompagnata dal figlio - in cui si potrà uscire senza l’assillo di questo virus. Ma lo devono fare tutti». Dimostrazione di come, in questa fascia d’età, la voglia di tornare alle proprie vite superi ogni perplessità. «I giovani spesso sono più timorosi, lo dimostrano anche le defezioni delle prenotazioni delle settimane scorse - racconta Nila Arzilli, presidente della Pro Assistenza. - I più anziani invece vogliono andare a fare una passeggiata in compagnia e tornare alla normalità. I commenti sulla gestione della giornata poi sono stati molto positivi».

Un lavoro di squadra che ha visto eccellere e farsi notare anche i ragazzi della squadra di basket. Giovani e giovanissimi, fin dalla mattina alle 8, 30 si sono presentati in gran numero, anche oltre le disponibilità assicurate; entusiasmo proteso per tutto il giorno nel sanificare sedie, maniglie e luoghi di passaggio degli utenti, indirizzarli e misurare le temperature. «I ragazzi hanno risposto con una passione davvero contagioso - commenta Mario Spoto, presidente dell’associazione basket, che ha messo a disposizione anche il suo medico sociale -. Abbiamo il dovere di formare atleti ma anche persone e questa loro disponibilità ci fa ben sperare. Come squadra di serie D abbiamo deciso di non partecipare ai campionato per evitare di mettere a rischio ragazzi, famiglie e comunità. Oggi siamo qui a dimostrare che però ci siamo». Il 2 maggio, per tutti, l’appuntamento con la seconda dose.

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