Il Tirreno

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Morto Luciano Gianfranceschi, narratore del Valdarno

Morto Luciano Gianfranceschi, narratore del Valdarno

Il Tirreno è in lutto. Aveva 75 anni ed era ormai in pensione da tempo. Stroncato da un malore improvviso. Il cordoglio di tutta la redazione

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FUCECCHIO. È una telefonata della moglie Luciana Bocciardi a dare la triste notizia alla redazione: «Luciano ci ha lasciato». Un lungo respiro. Il silenzio del dolore di chi si separa da una persona cara.
È morto a 75 anni Luciano Gianfranceschi, storico giornalista prima de “Il Telegrafo”, poi de “Il Tirreno”, in pensione da tempo. Aveva iniziato a fare il cronista quando aveva poco più di 20 anni.
Luciano se n’è andato in silenzio, secondo quello che era il suo stile, in un caldo pomeriggio di luglio. Un malore improvviso lo ha strappato alla moglie e ai due figli, Michela e Gianluca, oltre che alle due nipotine, che erano per lui un’autentica gioia.
Il suo legame con il giornale era iniziato verso la fine del luglio 1965, quando si era presentato alla sede del “Telegrafo” a Livorno. Erano ancora i tempi in cui i giornalisti lavoravano pure la notte. Un breve colloquio e la decisione del caporedattore di metterlo alla prova. Luciano mostrò un pezzo che aveva già preparato, battuto a macchina, sull’aeroporto di Firenze. Impossibile per ogni cronista dimenticare il primo “giorno”. Luciano lo aveva raccontato quando era arrivato il momento della pensione.
All’epoca fare il corrispondente di un quotidiano non era così facile, non c’erano i computer.
C’erano invece i “fuori sacco” – articoli e foto che viaggiavano con il treno postale – da spedire uno la mattina e l’altro il pomeriggio. Un fattorino li portava poi in redazione.
Con l’alluvione del 1966 che allagò Ponte a Cappiano, e a Santa Croce mise in pericolo anche le strutture del lungarno Tripoli, Gianfranceschi era ormai pronto per fare il cronista nella terra che conosceva meglio: Fucecchio e il comprensorio del Cuoio.
Tantissimi gli articoli da Luciano scritti nel corso dei decenni. Gli piaceva ricordare di avere guadagnato la prima pagina con il titolo “Vede con gli occhi di una donna morta”, esito favorevole di una donazione a San Pierino e di trapianto a Firenze. In quell’occasione dette un gran “buco” alla concorrenza.
Oltre che di cronaca, Gianfranceschi aveva scritto di calcio, in particolare della Cuoiopelli. Si era occupato anche di ciclismo, così come di moda e di enogastronomia.
Seguiva con passione il Palio di Fucecchio e amava occuparsi di economia, specialmente del settore conciario. Per “Il Tirreno” aveva scritto un libro “Salute e bellezza con le erbe”, poi pubblicato anche da altre testate del nostro gruppo editoriale. E aveva raccontato a fascicoli la storia dell’Empoli calcio.
Le cronache del mistero e gli Ufo erano stati un’altra sua grande passione, che lo aveva portato a scrivere su riviste a tiratura nazionale e a pubblicare libri con editori importanti.
La salma di Gianfranceschi sarà cremata. Sabato 18 alle 9 nella chiesa della Collegiata verrà celebrato il funerale. Alla famiglia giungano le condoglianze di tutta la redazione: non lo dimenticheremo.

 

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