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Titolare di reddito di cittadinanza arrestato per usura: il blitz dei finanzieri travestiti da tecnici Enel

Titolare di reddito di cittadinanza arrestato per usura: il blitz dei finanzieri travestiti da tecnici Enel

Le indagini della guardia di Finanza: vittima un imprenditore edile di Livorno che per pagare ha usato anche i 600 euro del bonus dato alle imprese per l'emergenza Covid

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LORENZANA. È un pregiudicato napoletano di 60 anni, residente a Lorenzana (Pisa), l'usuraio arrestato in flagranza di reato dalla Guardia di finanza. Secondo gli inquirenti l'uomo, che percepiva il reddito di cittadinanza, era vicino a un clan camorristico partenopeo e sarebbe collegato "in affari" con la criminalità organizzata.

L'arresto è scattato subito dopo avere ricevuto nella sua abitazione una somma di 3.000 euro in contanti a titolo di interesse per un prestito fatto a un piccolo imprenditore edile di Livorno il quale, vittima, dopo aver ricevuto 12.000 euro ne aveva restituiti 18.000 in tre anni ma solo di interessi. È stato lo stesso imprenditore edile, disperato, a rivolgersi alle Fiamme gialle per denunciare di essere rimasto vittima di usura e indicando anche il nome dello strozzino. In un caso la vittima aveva pagato una rata mensile del prestito usurario versando i 600 euro del bonus alle imprese previsti dai provvedimenti del governo per l'emergenza Covid-19.

I due si erano conosciuti qualche anno fa perché frequentano la stessa comunità dei testimoni di Geova e la vittima si recava nell'abitazione del pregiudicato, agli arresti domiciliari con l'accusa di tentato omicidio, per fare alcune letture religiose. Da lì nacque un rapporto di amicizia poi sfociato nel prestito a tassi usurari.

Ieri l'arresto, con i finanzieri d'accordo con la vittima, travestiti da tecnici dell'Enel all'esterno dell'abitazione che hanno fatto irruzione dopo la consegna del contante. In casa è stata sequestrata documentazione. L'arrestato accusato anche di estorsione perché avrebbe chiesto il pagamento delle rate pure minacciando la vittima. "Viviamo un momento molto difficile per la nostra economia - ha detto il procuratore Alessandro Crini in un incontro con la stampa - e questa operazione una risposta a ci che ripetiamo da tempo. Procura e forze dell'ordine ci sono e sono attente quindi invitiamo i cittadini a non avere paura e a denunciare perché le risposte a questi fenomeni possono arrivare in modo efficace e tempi rapidi". 

"Grazie, per me la fine di un incubo e ora posso finalmente pagare regolarmente i miei dipendenti". E' con queste parole, riferire dai finanzieri, che il piccolo imprenditore livornese ha ringraziato le fiamme gialle dopo l'arresto del suo usuraio un flagranza di reato. La vittima ha una piccola azienda edile con alcuni dipendenti e oltre ad avere versato 18mila euro in tre anni a titolo di interessi per un prestito di 12 mila era stato anche costretto a eseguire gratuitamente lavori edili nella casa dell'usuraio per un valore di 5mila euro. "Questo - ha commentato il generale Bruno Bartoloni, comandante regionale della Guardia di Finanza - è un caso esemplare del periodo difficile che il Paese sta attraversando, ma anche dell'attenzione con la quale la guardia di finanza sta monitorando questi fenomeni. Viviamo un passaggio decisivo del nostro futuro e dunque le infiltrazioni criminali che prosperano con l'economia illegale sono dietro l'angolo". 

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