Il Tirreno

Pontedera

I soci Coop in visita guidata alla “loro” filiera corta

I soci Coop in visita guidata alla “loro” filiera corta

Pontedera, le porte della storica Villa Toscanelli, si sono aperte per una connviviale con degustazione di carne

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Le porte di Villa Riccardi Toscanelli a Pontedera si sono aperte, domenica scorsa, per una degustazione speciale, riservata ai soci della Coop di Montespertoli, che da alcuni mesi vende carne a chilometro zero fornita dall’azienda pontederese Fattorie Toscane. Circa cento persone sono state prima a Rosignano, dove hanno potuto visitare le stalle dell’azienda pisana e ricevere le spiegazioni sulla filiera a marchio Coop. Poi sono arrivati in Valdera nella storica villa dal fascino immutabile nonostante lo scorrere del tempo. Per l’occasione sono stati serviti vini della cantina sempre dell’azienda agricola Fattorie Toscane, che per l’enologia ha la sua base principale a Pontedera. Alla conviviale con degustazione erano presenti Luciano Cutrini (presidente), Stefano Cerchiai (consigliere), Elisabetta Pacciani (consigliere), Massimiliano Maionchi (capo negozio), Sergio Turini (responsabile macelleria) e Andrea Calosi (selezionatore, consulente Cis). Coop Montespertoli fa parte di una catena di negozi Coop della Toscana che hanno scelto carni prodotte in Valdera e in provincia di Pisa. La degustazione aveva lo scopo di far conoscere meglio la qualità delle carni fornite da Fattorie Toscane che recentemente ha siglato un importante accordo commerciale con trenta piccoli negozi Coop.

Un esempio virtuoso per i piccoli centri commerciali che puntano oltre che sul prezzo anche sulla qualità. Fattorie Toscane e le aziende della famiglia Pesce da circa 25 anni sono leader, prima in Toscana e oggi in Italia, per l’allevamento di bovini da ingrasso di origine italiana. Ma è la prima volta che la loro carne arriva nelle macellerie di un numero così importante di punti vendita della regione. Anche per questo hanno organizzato una giornata riservata ai soci, in modo da renderli partecipi delle strategie commerciali della cooperativa. Strategie che saranno seguite anche da altri piccoli negozi. Attualmente, le aziende del gruppo Pesce e quelle ad esso collegate, oltre all’attività di allevamento svolta negli impianti di Santa Luce e Montefoscoli di Palaia per circa 5.500 capi complessivi, coltivano intorno ai 2.000 ettari di terreno nel territorio della provincia di Pisa producendo vino, foraggio, mais, grano, grano biologico e frutta. Fin dagli inizi della propria attività Fattorie Toscane ha intrapreso un percorso di qualità delle carni, coltivando direttamente, o tramite aziende collegate, la materia prima per l’alimentazione dei bovini (costituita da fieno, mais, orzo, favino, crusca, girasole e grano come da tradizione contadina toscana) sui terreni della provincia pisana che a mano a mano si sono estesi nei territori di Vecchiano, San Giuliano Terme, Orentano, Calcinaia, Ponsacco, Pontedera oltre a Coltano dove addirittura si coltiva con metodologia biologica. Il punto di forza degli allevamenti di bovini a chilometro zero sta in un programma di produzione di carne della linea Italia-Toscana.

Sulle tavole dei clienti Coop, dei trenta negozi che hanno firmato l’accordo, arriva un prodotto selezionato, il risultato di capi nati in Italia (Sicilia, Calabria, Sardegna, Basilicata, Campania, Molise e Abruzzo) che vengono poi trasferiti in provincia di Pisa, all’interno di un sistema di tracciabilità e rintracciabilità di filiera completamente italiana e soprattutto toscana. I bovini di età media tra 4 e 5 mesi, provenienti dai piccoli allevamenti, vengono accolti nelle strutture di Santa Luce e Montefoscoli, dove stazionano per l’accrescimento per almeno 7 mesi durante i quali vengono alimentati con prodotti esclusivamente toscani, naturali, senza Ogm né grassi animali aggiunti, sono controllati da Coop Italia e viene loro garantito un periodo di almeno 4 mesi senza antibiotici, oltre ad essere allevati secondo gli standard del Centro Nazionale per il Benessere Animale. In gergo si chiama “sistema circolare”. L’allevamento di Santa Luce, infatti, alimenta (con le deiezioni degli animali) un impianto di digestione anaerobica che produce biogas e quindi energia elettrica green. L’impianto produrre mille kilowatt/ora di energia elettrica pulita e rinnovabile, fornisce un fertilizzante naturale, inodore e con un ottimo valore agronomico, che viene riutilizzato in agricoltura.

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