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Pistoia

 

Sette secoli di documenti dal primo volgare a Guccini - FOTO E VIDEO

Sette secoli di documenti dal primo volgare a Guccini - FOTO E VIDEO

Pistoia: oltre cento tra manoscritti, antichi libri in stampa, tavole disegnate e lettere autografe esposte alla Biblioteca Forteguerriana

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PISTOIA. La città che scrive ha una lunghissima storia. Si comincia nel 1275, con la traduzione in volgare di alcuni scritti del filosofo Albertano da Brescia, realizzata dal notaio Soffredi Del Grazia. E si potrebbe finire con il manoscritto di una canzone-mito di Francesco Guccini, “Auschwitz”, scritta nel 1966 (nella foto).

In mezzo si stendono sette secoli di storia, cultura e vita quotidiana di una città e dei suoi abitanti. Una città che nel 2017 è Capitale italiana della cultura e che quindi espone tutto questo materiale, in una mostra che si è aperta sabato 21 ottobre per chiudersi domenica 17 dicembre. Ad ospitarla, un luogo che profuma anch’esso di storia secolare, la biblioteca Forteguerriana, una delle più antiche d’Italia, fondata nel 1473.

La mostra, curata da Giovanni Capecchi e Giovanna Frosini, vanta più di un centinaio di pezzi esposti, fra manoscritti di opere letterarie, documenti, incunaboli, libri a stampa, autografi, piccoli oggetti e materiali figurativi dalla fine del Duecento ad oggi. Si potranno vedere i documenti giuridici e le poesie di Cino dei Sighibuldi, amico di Dante, giurista di fama europea e poeta stilnovista. I manoscritti miniati dell’umanista Sozomeno, a cui si deve il primo nucleo bibliografico della biblioteca Forteguerriana; ma anche le opere di Giulio Rospigliosi (papa Clemente IX) e dell’accademico Niccolò Forteguerri.

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L’Ottocento, secolo d’oro per la vita letteraria pistoiese, è rappresentato in mostra da molte testimonianze, come le illustrazioni del celebre Pinocchio, uno dei quattro libri italiani più letti al mondo, pubblicate nel primo numero del Giornale dei Bambini e nella prima edizione completa illustrata; il vocabolario del lessicografo Policarpo Petrocchi; alcune lettere del mecenate Niccolò Puccini, come quella che gli scrisse Giacomo Leopardi nel 1825, e i delicati disegni della nobile Louisa Grace Bartolini, il cui salotto fu frequentato anche da Giosuè Carducci. Fino, come detto, ai documenti più moderni, dai manoscritti di Guccini (pistoiese d’adozione, ma da sempre residente a Pavana) a quelli dello scrittore e giornalista Tiziano Terzani, che all’Orsigna ha trascorso l’ultima parte della sua vita.


 

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