Gioco
I “Quadri shakeaspeariani” degli studenti del Petrocchi
Nuovo appuntamento per la rassegna "La scuola in scena" al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. Martedì 23 maggio alle 21, sarà la volta del liceo artistico "P. Petrocchi" di Pistoia
PISTOIA. Nuovo appuntamento per la rassegna "La scuola in scena" al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. Martedì 23 maggio alle 21, sarà la volta del liceo artistico "P. Petrocchi" di Pistoia con lo spettacolo “Quadri Shakespeariani”, progetto del Laboratorio "C'è una parte per me?"; l'adattamento e la regia sono di Lorenzo Galletti, la prof Caterina Savasta è responsabile didattico del progetto. Tanti gli attori in scena: Sabrina Bagagli, Palma Caiazza, Valentina Calia, Noemi Calistri, Anna Calvi, Abramo Carretti, Sara Ciaramella, Giada Delle Piagge, Eleonora Domenicali, Caterina Fineschi, Roberto Fontani, Elena Frezza, Linda Geirola, Alessandra Incoronato, Laura La Porta, Gianni Leggio, Isabella Leoncini, Beatrice Livi, Flora Lombardo, Caterina Magni, Greta Melis, Igea Militello, Elisabetta Pastacaldi, Martina Pisini, Noemi Puntorno, Sofia Semeraro, Viola Trupo.
I testi selezionati si concentrano sui personaggi femminili, quasi mai protagonisti nei titoli del Bardo, ma sempre centrali, e non a caso tante volte rivitalizzati da immortali interpretazioni di grandi attrici, soprattutto nell'Ottocento e nel primo Novecento. Gli studenti e i professori del liceo “Petrocchi” propongono una lettura corale, partecipata, di cinque grandi donne shakespeariane: Desdemona, Ofelia, Caterina, Lady Macbeth, Giulietta. «Quadri shakespeariani non ha la pretesa di essere un classico come nelle definizioni calviniane – spiega il regista Lorenzo Galletti – ma conserva l’ambizione di raccontare una storia a noi nient’affatto estranea, di ammonire e scuotere, di mostrare delle evidenze polverose, di soffiare una nota di speranza.
È un inno alla bellezza, alla forza, all’intelligenza della donna, che ancora, in tutte le culture, porta il peso di un peccato primordiale, quello di Lady Macbeth; la donna che è condotta ai limiti della follia da amori malati, sottomessa o uccisa. La nostra speranza è custodita nella genuinità dell’amore di Giulietta, che ha gli anni delle ragazze in scena; Giulietta che è altrettanto genuinamente corrisposta dal suo Romeo e la cui passione nessuna guerra tra gli uomini può o deve intralciare». Nella foto una scena dello spetaccolo.
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