Stephan Oliva in concerto al Serravalle Jazz 2016
Il pianista francese si esibirà sia da solo che insieme alla Frizione Sextet sotto la torre di Castruccio. Sarà il protagonista della seconda serata del Festival nel comune di Serravalle Pistoiese
SERRAVALLE PISTOIESE. “Il primo contatto che ho avuto con la musica jazz è stato un concerto di Bill Evans”. Alla più classica delle domande su musicisti preferiti e influenze, Stéphan Oliva, protagonista lunedì 29 agosto insieme al Frizione Sextet della seconda serata del Serravalle Jazz 2016 (che si è aperto domenica 28 agosto con Franco D’Andrea e la big band di Barga Jazz), gioca subito una carta pesante, citando uno dei più grandi pianisti di sempre. “Quella sera Evans si esibiva con un repertorio classico – ricorda - ed è stata la prima volta nella mia vita in cui non ho avuto l’impressione di ascoltare qualcuno che stava suonando Chopin, ma Chopin in persona seduto al pianoforte. L’identificazione tra compositore ed esecutore era totale. Fu un’esperienza capace di segnare la mia vita, e anche se negli anni seguenti ho ascoltato tantissimi musicisti, e penso che il jazz sia fatto dal contributo di molti di questi, probabilmente Bill Evans rimane il mio preferito, e il mio punto di riferimento principale”.
Alla rassegna di Serravalle, Oliva farà parte di un gruppo di sostanza, con Glenn Ferris al trombone, Hasse Poulsen alla chitarra, Romano Pratesi al sax e clarinetto, Claude Tchamitchian al contrabbasso e Christophe Marguet alla batteria. Probabilmente il pianista francese si esibirà anche da solo e in trio, e racconta la genesi di questa serata: “Sarà la prima volta che suoniamo insieme, ma abbiamo fatto una prova ed abbiamo funzionato molto bene, quindi sono sicuro che verrà fuori un concerto interessante, che ci farà divertire. Non ho mai suonato prima con Romano Pratesi, mentre conosco molto bene Hasse e Cristophe. Sono entusiasta di collaborare con Glenn Ferris perché è un grandissimo trombonista. Oltretutto mi piace esibirmi in Italia: non succede così spesso, quindi ogni occasione è benvenuta”.
Quello che dobbiamo aspettarci sotto la torre di Castruccio lo spiega Oliva: “Suoneremo composizioni originali, essenzialmente, e siccome la band è formata da musicisti molto diversi fra loro, credo che si tratterà di un concerto eclettico, vario, le personalità sapranno emergere con le loro caratteristiche, e naturalmente lasceremo spazio all’improvvisazione, perché non possiamo nemmeno concepire il jazz senza improvvisazione”. Negli ultimi decenni il contributo europeo alla musica jazz è stato sempre più rilevante: “Certamente quello che i musicisti europei stanno portando a questa musica è fondamentale, e la riprova è che ormai sono tanti i gruppi in cui i musicisti americani suonano in pianta stabile con quelli del nostro continente. In Francia per esempio ormai ci sono bravissimi musicisti ovunque, non solo a Parigi. La capitale non è più egemone nemmeno per quanto riguarda le occasioni per suonare, perché se è vero che ci sono i jazz club, i festival sparsi per la Francia sono tanti, e sono il cuore del nostro lavoro. Un po’ come questo Serravalle Jazz. Anche grazie a queste occasioni in cui musicisti diversi si trovano insieme, la musica evolve: oggi il jazz non ha solo le radici blues afro-americane, ma anche una profonda influenza della cultura musicale europea, da Bartok in qua”.
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