Gioco
La Fabo sfiora la rimonta ma il derby va alla T Gema (75-79)
I ragazzi di Del Re chiudono il primo quarto avanti di undici punti poi parte il recupero Herons, che arriva fino al meno tre, ma non basta
LUCCA. Tra il PalaCarrara e il PalaTagliate ci sono poco meno di 50 chilometri, come i giorni trascorsi tra il derby di andata e quello di ritorno. Una dimensione spaziotemporale da cui esce doppiamente vincitrice La T Gema, con due stracittadine portate a casa su due, allungando la striscia a 6 vittorie consecutive e consolidando il secondo posto in solitaria. La Fabo invece, pur lottando fino alla fine, vede violare le mura amiche per la terza volta e incassa la seconda sconfitta in quattro giorni dopo quella di Caserta. Mercoledì da ricordare in ogni caso per tutta Montecatini, con 1.300 spettatori sugli spalti del PalaTagliate. Delle due la Fabo è quella che ha più da perdere e infatti comincia più contratta: la marcia la fa La T Gema, sicura e precisa nell’andare dove vuole in attacco pescando più di un viaggio in lunetta.
Gli aironi restano in scia e poi con la tripla dell’appena entrato Dell’Uomo sorpassano sul 10-9, ma mentre si danno il cinque Chiarini restituisce il favore. Fiutando il momento, con gli avversari in difficoltà nel trovare canestro da fuori, Del Re ordina l’attesa zona che all’andata per i Barsotti boys fu più di un rebus. E complice la differenza di stazza a favore, le maglie blù rimpiccioliscono il canestro agli avversari. I siluri in transizione di Passoni e Gattel completano l’opera e i leoni confezionano il 9-0 di parziale che vale il +11 del primo quarto. È il momento in cui i padroni di casa pagano un po’ di nervosismo, frustrati per qualche fischio e per non riuscire a colmare lo scalino nel punteggio, mentre gli ospiti si affidano allo strapotere fisico nel pitturato di uno dei migliori Bedin della stagione, nonostante gli errori ai liberi.
Leggendo le percentuali dal campo all’intervallo (29% contro il 52%), il -8 per la Fabo è un affarone, frutto soprattutto degli strappi e dei falli subiti da Trapani, che è l’uomo a cui si aggrappano gli aironi anche a inizio ripresa. La T Gema però risponde prontamente ai tentativi di rimonta. Dal colpo da biliardo di Toscano che accende la curva Old Lions sul 42-52 a quelli di D’Alessandro e Burini, che dall’arco ripristina un +11 che vale doppio vista la ritrovata confidenza degli Herons con la lunga distanza. Il merito della Fabo è quello di non arrendersi e grazie alla stretta di viti in difesa, col 5-0 firmato Klyuchnyk e Trapani torna a -4 (per un attimo anche a -2) accendendo il proprio pubblico. D’Alessandro sulla sirena dei 24 lo spegne. Il -3 scoccato da capitan Natali a 100 secondi dalla fine rinvia i titoli di coda, che arrivano sul passaggio di Trapani intercettato da Burini e sui liberi di Charini e compagni. Il ruggito dei leoni riempie il palazzo e parte la festa. La T Gema ha tutto per essere felice, comprese le finali di Coppa all’orizzonte, la Fabo si lecca le ferite di un altro scontro diretto perso contro una grande. Sono le regole emotive del basket, le regole del gioco le ha scritte invece il 15 gennaio del 1892 il professor James Naismith: senza di lui non avremmo potuto vivere derby del genere 133 anni dopo.
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