Gioco
La garra di Giacomarro dopo il pari «Potevamo vincerla, serve cinismo»
Le due facce della Pistoiese: esperta e muscolare prima, veloce e sbarazzina poi «Possiamo dettare legge ovunque, la nostra è una squadra che ha carattere»
PISTOIA. A Fiorenzuola si è vista la grinta di mister Domenico Giacomarro, che prima manda in campo una squadra esperta e muscolare, poi una veloce e sbarazzina. Il tecnico ha saputo gestire da par suo una situazione che poteva farsi molto difficile. Tra le due fasi era arrivato l’inferno con l’inatteso vantaggio dei padroni di casa che minava mille certezze vere o presunte. La sua idea di calcio offensivo e propositivo si manifestava in una prima linea muscolare che pressava alto senza dare respiro all’avversario. La veemenza degli indemoniati Kharmoud e Larhrib è stata determinante per evitare la sconfitta che poteva profilarsi. L’allenatore si è poi distinto nel dopo partita non cadendo nella trappola di gettare la croce addosso al giovane portiere Lagonigro (2006) indeciso in occasione del vantaggio dei locali (decisivo però nell’impedire nel primo tempo il vantaggio del Fiorenzuola) e in quella di essere sotto pressione. «Sono partite che si possono anche perdere – ha esordito l’allenatore nel post gara mettendo subito in chiaro che a volte bisogna accettare di prendere solo un punto – la dovevi chiudere nel primo tempo, quando hai tre o quattro palle nitide una squadra che ha un po’ di furbizia e intelligenza la porta a casa. Dopo però quando fai un errore si sa che gli altri si gasano e ti mettono in difficoltà. Siamo stati bravi a recuperarla, però è una partita che poteva finire diversamente. Una squadra esperta come la nostra deve essere più cinica». «Dopo l’errore del portiere è diventato un gioco al massacro – ha proseguito – nel senso che per recuperarla, con l’ansia, la paura e la tensione, anche la prestazione si è abbassata. La nostra è una squadra che ha carattere e rispetto alla partita col San Donato non c’è stato paragone. I ragazzi si devono solo convincere a fare le cose che chiedo, dettando cioè legge ovunque, che sia in casa o in trasferta». In settimana Giacomarro aveva spiegato come servisse più cattiveria per sopperire ai problemi. La squadra lo ha capito. Qualcuno pone l’accento sulle aspettative dei tifosi e quindi sulle pressioni che la squadra potrebbe subire. «Ho vinto sette campionati – ha ricordato il tecnico di Marsala – anche in posti dove se non vincevamo ci facevano saltare in aria l’auto. La pressione se fai questo mestiere non deve esistere». Scalfire una tempra di questo stampo è pressoché impossibile. «Dipende solo da noi – ha detto – se fai il risultato vengono allo stadio, se invece fai prestazioni dove non sudi la maglia è normale qualche contestazione». L’allenatore sa di essersela vista brutta e che la tensione fosse al massimo. «Oggi c’era l’acqua, la maglia è stata bagnata e siamo riusciti a portarla a termine. Come primo impatto, con squadra e società nuova, sono contento perché hai preso un punto fuori casa. Allo stesso tempo, però, rimane il rammarico, queste partite vanno chiuse in anticipo». Non sfugge al tecnico che una sconfitta sarebbe stata pesante da sopportare anche per certi equilibri in ambito societario. Intanto a Fiorenzuola si è rivisto dopo una decina di giorni di assenza il direttore organizzativo Fabio Taccola, figura chiave insieme a Fabio Fossati nel progetto di Sergio Iorio, smentendo le voci che si erano diffusi in città riguardo un suo disimpegno.
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