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Pistoia, rabbia e indignazione: Ron Rowan nel mirino dei tifosi della Baraonda

di Marco Tirinnanzi
Pistoia, rabbia e indignazione: Ron Rowan nel mirino dei tifosi della Baraonda

Francesco Abbri: «Avevamo altre aspettative»

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PISTOIA. Il momento che sta attraversando l’Estra Pistoia, la Baraonda l’ha già immortalata in due istantanee: un comunicato a mezzo stampa prima e un drappo bianco appeso ai cancelli del palazzetto qualche giorno fa. Al di là della rabbia e dell’indignazione contenute nel primo, lo striscione muove un interrogativo: “Siete tutti responsabili, il Pistoia Basket non è un giocattolo”.

Francesco Abbri è un fedelissimo della Baraonda biancorossa. Chi però è più responsabile per lui? «Ron Rowan è entrato a gamba tesa, poteva farlo in modo più delicato. Aveva già una bella base di partenza dall’anno scorso. Anzi da tre anni. C’era un entusiasmo clamoroso e così ha creato solo confusione tra la gente. Non trovi l’accordo con un allenatore che ha fatto miracoli, mandi via lui e continui l’opera di smantellamento. L’allenatore poi ancora non si sa chi è, in squadra arriva il figliolo dell’amico e compri anche il tuo di figliolo. E gli altri non sono certo giocatori fortissimi».

Ma secondo la Baraonda, Rowan e soci ce li hanno i soldi ?

«Sono una holding americana, dicono se volessero i soldi ci sarebbero – prosegue Abbri – Ovviamente le presentazioni non sono delle migliori. Prima o poi dovranno uscire fuori. A livello finanziario il budget è più alto rispetto a quello dello scorso anno».

Saracca e Capecchi. Colpevoli o vittime? «Noi come gruppo ci parliamo spesso, li abbiamo visti diverse volte – spiega ancora Abbri – Con la dirigenza italiana cerchiamo di capire, e loro cercano di far capire a Rowan la situazione. Alla fine però l’ultima parola ce l’ha lui. A livello sportivo la parola finale ce la mette solo lui. Con quelle dichiarazioni a inizio stagione l’hanno sparata grossa. Bastava che stessero un po’ più abbottonati. Sulla carta per la campagna acquisti avevamo altre aspettative. L’anno scorso con pochi soldi abbiamo fatto miracoli e siamo arrivati sesti».

Brienza o Frates. Meglio il secondo per fare il secondo a Rowan? «Non lo diranno mai, ma sarà così – risponde ancora Abbri – Tutte persone fidate, che non gli rompono le scatole. Frates ha allenato Rowan. Si vedrà nel primo allenamento. Nel mio piccolo ho allenato: in partita se non stai in panchina in settimana si nota. Quelli affermati difficilmente prendono una squadra che è costruita da altri».

Ma Francesco Abbri, Brienza l’avrebbe tenuto?

«Io sì, per quello che ha fatto a livello umano e di risultati, qualcosa di insperato. Un conto arriva Milano e gli offre il mondo. Con Pistoia ha ingoiato un boccone amaro».

I tifosi avrebbero certo gradito un saluto ufficiale: «Questa stagione sarà ricordata da tutti in maniera maggiore. I tifosi se lo meritavano».

Poi questione abbonamenti, in stile Usa. «L’idea di un carnet di biglietti Rowan l’aveva proposta, poi gli hanno spiegato come funziona – dice Abbri – La campagna abbonamenti doveva partire a giugno, con il volto di Brienza. Comincerà credo a settembre, un po’ per calmare le acque. A noi Baraonda non piace come stanno agendo, ma il nostro lo faremo. È un segno di appartenenza».

«Sono molto ottimista tuttavia – conclude Abbri – Due anni fa dicevo che si saliva. Con mia moglie a dicembre ci facciamo i regali e andiamo a vedere la moto Gp. Dovevamo andare al Mugello, ma abbiamo preso Misano perché il Mugello cadeva nelle date della finale di A2. Le premesse ci dicono che ci sarà lottare. Spero che poi durante anno, possano mettere mano al portafoglio. Sarà un’annata di tanta passione».


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