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«Un futuro per Pistoiese e Aglianese grazie all’operazione voluta da Iorio»

di Stefano Baccelli
Fabio Fossati presidente dell’Aglianese (foto Nucci)
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Fabio Fossati presidente dell’Aglianese (foto Nucci)

Mazzetti (Amici Miei): Fossati non vuole che il calcio sparisca da Agliana

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PISTOIA. Iorio e il suo gruppo non si sono limitati a dare un futuro alla Pistoiese: hanno creato le condizioni per progettare il futuro dell’Aglianese, la cui certezza nel domani e non solo da questa stagione era tutt’altro scontata. È quindi in atto una doppia operazione di salvataggio del calcio a Pistoia che ad Agliana.

Tutto questo si è reso possibile grazie a una fitta rete di contatti tra il presidente dell’Aglianese, Fabio Fossati e quello di Amici Miei (club di Agliana che milita in Prima Categoria), Lorenzo Mazzetti. A confermare il ruolo decisivo di Fossati è lo stesso Mazzetti, cittadino aglianese: «Nei nostri incontri abbiamo lavorato affinché potesse compiersi il progetto di Sergio Iorio. La proprietà dell’Aglianese, in particolare il suo presidente, aveva posto la condizione che il salvataggio della Pistoiese non presupponesse la scomparsa dell'Aglianese. E che nemmeno eventualmente ripartisse dalla Terza Categoria. Hanno ottenuto la nostra disponibilità a un’operazione finalizzata al bene comune. Non è ancora ufficiale – prosegue Mazzetti – essendo tutt’ora al vaglio della Figc. Siamo comunque a buon punto». «Abbiamo fiducia – prosegue – L’operazione in Figc è stato impostata dall’avvocato Giovanni Trombetta, profondo conoscitore delle carte federali e di elevata esperienza in Federazione».

Lo stesso avvocato, persona molto parca nelle dichiarazioni pubbliche, conferma: «Siamo ancora impegnati nel completamento dell’iter. Tutto è stato compiuto nel rispetto assoluto delle regole vigenti. Si tratta di un’operazione senza precedenti, ma siamo ottimisti nella sua riuscita». Riepilogando: gli arancioni si chiameranno (per ora) Pistoia Football Club e disputeranno il campionato di serie D con un progetto tecnico ambizioso, i neroverdi si chiameranno Aglianese e disputeranno il campionato di Prima Categoria con l'ambizione di essere protagonisti. Iorio attraverso l’azione dei suoi più stretti collaboratori (in particolare: Fossati, Trombetta e Taccola) pare essere il regista di tutta l’operazione ivi compresa quella di salvare il calcio ad Agliana. Lui stesso potrà confermarlo, se lo riterrà opportuno, il giorno in cui parlerà, ovvero entro questo mese, inizio del prossimo. «Vorremmo realizzare in futuro un settore giovanile – dichiara Mazzetti – Un’unica filiera tra prima squadra e vivaio anche attraverso una collaborazione con Pistoia che spero possa tornare in categorie importanti il prima possibile».

Il sindaco Benesperi sarà soddisfatto dell’operazione? «Penso di sì – risponde Mazzetti – Nel calcio dilettanti le categorie vanno e vengono. Ciò che conta adesso è puntare sui giovani e creare un po’ di vivaio e un po’ di scuola calcio per permettere alla nostra prima squadra di avere tanti ragazzi di Agliana, cosa che per adesso manca. Progettiamo di creare un bel settore giovanile, anche sperando di iniziare con la nuova Pistoiese una collaborazione che conduca i giovani a Pistoia invece che a Empoli e Firenze. Siamo grati al gruppo di Iorio di aver creduto in noi, che in 14 anni partendo dal nulla siamo arrivati alla Promozione, che abbiamo perso due anni fa. Per noi era arrivato il momento per compire un saltino. Siamo ambiziosi: abbiamo richiamato mister Mirco Matteoni, uno degli artefici della nostra grande scalata. Vogliamo continuare a fare le cose perbene pure con i colori dell’Aglianese. Non c’è tutto il nero che qualcuno descrive, loro volevano lasciare bene Agliana. Tutto è accaduto con estrema naturalezza ed abbiamo marciato insieme. Per noi è un onere ma anche un onore rappresentare Agliana. Abbiamo tanto entusiasmo».

Il consiglio della nuova Aglianese (una srl) è composto anche da Matteo Antonini, Luca Felci e Nicola Vezzani. Tre dei quattro (Felci si è aggiunto dopo) erano amici da studenti al Liceo Scientifico Duca d’Aosta: da lì il nome “Amici miei”. «Vogliamo riportare la gente al Bellucci e per invogliarla non faremo pagare i biglietti. Gli aglianesi devono tornare in massa allo stadio per tifare Aglianese!».



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