Gioco
«Sergio Iorio, un genio a scuola meno bravo col pallone tra i piedi»
Il probabile presidente della Nuova Pistoiese nelle parole di Agostiniani
PISTOIA. Pare imminente il momento in cui la “Nuova Pistoiese” si presenterà al sindaco Alessandro Tomasi e successivamente alla città.
Un’accelerazione che si può ricondurre alle notizie che arrivano dal tribunale che si occupa delle sorti di quella vecchia. Sappiamo che il condottiero di un ambizioso e serio progetto di rinascita è Sergio Iorio. È nota la passione per la Pistoiese che anima l’imprenditore che ha fatto fortuna partendo dal basso con la sua Italmatch Chemicals, che oggi dà lavoro a 1.200 persone in 16 Paesi e fattura 850 milioni. L’azienda di cui Iorio è Ceo & Founder è riuscita in 25 anni a trasformarsi da fornitore in mercati di nicchia a leader globale nella chimica di specialità. Un’esperienza di crescita che l’ingegnere spera di esportare nel calcio.
Ma perché Iorio è così determinato ad affrontare l’avventura in una piazza difficile come quella di Pistoia, spesso segnalatasi per lasciare da soli coloro che investono nella squadra e in cui i presidenti sono stati spesso oggetto, a torto o ragione, di insistente contestazione? Per una questione di cuore. È cresciuto in questa città. Qui ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza. E si è innamorato dei colori frequentando i gradoni dello stadio pistoiese. A confermarlo è un suo compagno di classe davvero speciale: Riccardo Agostiniani. «Con Sergio ho frequentato le medie. Eravamo in grande amicizia e qualche volta è venuto a dormire a casa mia essendo vicini al Villaggio Scornio. Era figlio del provveditore agli studi dell’epoca ma si comportava come un alunno qualsiasi. Ricordo però che fosse il più bravo di tutti. Per esempio quando avevamo il compito di italiano ci facevano scegliere tra tre argomenti. Facevo fatica a finire di scrivere il componimento che avevo scelto, mentre lui consegnava tutti e tre i temi. Una volta – prosegue Agostiniani – mi ringraziò per non averlo portato verso il calcio giocato: era molto bravo a scuola, meno con la palla ai piedi».
Successivamente Sergio Iorio si è trasferito da Pistoia. «Non abbiamo mai perso il contatto tra noi – racconta Riccardo. Tanti anni fa mi invitò a partecipare ad un’iniziativa di beneficenza che si tenne al Teatro Manzoni. Ricordo che fosse a favore della Sla di cui era affetto un figlio di un vigile urbano che era presente alla manifestazione. So che Iorio crede molto nel sociale».
E la sua passione arancione? «Quando andavamo allo stadio era tifosissimo della Pistoiese. Correvano gli anni Settanta, ovvero prima dell’avvento di Marcello Melani. La passione di entrambi nacque in quel periodo e non ci ha più abbandonato».
Giovi ricordare che Riccardo Agostiniani ha poi coronato un sogno quando nel 2011/12 si è seduto sulla panchina arancione riuscendo quale primo ed unico pistoiese nella storia a vincere un campionato (Eccellenza) da allenatore. Adesso Riccardo, a 64 anni, ha ancora voglia di allenare e non disdegnerebbe di poter di nuovo sedere su una panchina arancione, magari nel settore giovanile. «A questa età – dice – non mi piacerebbe allenare la sera tardi. Diverso sarebbe farlo nelle prime ore del pomeriggio per insegnare il calcio ai ragazzi».
In una Pistoiese che torna ai pistoiesi Riccardo sarebbe davvero un testimonial di primo livello, oltre che di provata bravura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
