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Nuova Pistoiese, Paolo Giovannini potrebbe tornare come dirigente

Paolo Giovannini
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Paolo Giovannini

Esperto come pochi di C e D, ci sarebbero contatti per un “rientro alla base”

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PISTOIA. «A Pistoia tornei volentieri», è l’incipit della nostra piacevole telefonata con Paolo Giovannini, un vincente. Un profilo, il suo, capace di far sognare i tifosi ad occhi aperti. Potrebbe essere in pole position per un clamoroso ritorno in arancione in caso di una difficile ma tutt’altro che impossibile ripartenza della “Nuova Pistoiese” dalla serie D.

Sarebbe un colpo incredibile, anche perché qui ha lasciato un gran ricordo tra i tifosi. Tutto questo potrebbe succedere nonostante il manager abbia un contratto decennale in essere con l’Arezzo. Ha offerte importanti, ma non disdegnerebbe affatto prendere in considerazione Pistoia. La carriera di Giovannini, che si è sviluppata essenzialmente tra le serie D e C è degna di un top player: con il Castelnuovo Garfagnana passò dalla serie D alla C2, con la Lucchese dall’allora quinto livello (l’attuale Eccellenza) alla serie C1. Dalla D alla C1 riuscì a salire con la Massese. E ancora con il Pontedera dalla C2 alla C1. Infine con l’Arezzo dalla D alla C. Sette promozioni in cinque squadre diverse e tutte avvenute al primo anno. Adesso sempre in amaranto è in corsa playoff di C da neopromosso. Oggi l’Arezzo di mister Indiani giocherà ad Alessandria contro la Juventus Next Gen il primo turno nella post season. «L’unico posto in cui non ho vinto al primo anno – ricorda Giovannini – è stato a Pistoia nel 2011/12. Arrivai all’undicesima giornata quando la squadra aveva ottenuto 8 pareggi e tre sconfitte. Sono sicuro che se tornassi stavolta non sbaglierei», dice sibillino. Chi ha buona memoria ricorda che Giovannini nel 2011 esonerò dalla panchina arancione l’ex Juventus Birindelli e ottenne di rescindere i contratti più onerosi dei vari: Colombo, Pagani, Braiati e altri, gente che aveva giocato in serie A o B. Arrivarono con mister Indiani giocatori sulla carta meno quotati come Firenze, Macelloni, Bischeri.

La squadra chiuse al settimo posto, vincendo molte gare. Giovannini spiega così il suo “credo”: «Lo sai quanto conta per me il calciomercato? Il 25%. Vale di più la conduzione, la pacca sulla spalla, la gestione dei momenti difficili. Serve carisma ed esperienza, il non farsi travolgere dalle situazioni, parlare poco, ma farsi capire. Per esempio l’anno scorso, quando per tre volte siamo stati distanti dalla Pianese, Indiani ha potuto continuare a lavorare. Evitando di farsi prendere dal panico abbiamo vinto il campionato con quattro giornate di anticipo nonostante a novembre fossimo a cinque punti dalla prima. A Pistoia per anni la tifoseria arancione ha guardato con invidia il Pontedera di Giovannini classificarsi spesso meglio della Pistoiese. Con Ferrari – rivela – ci furono diversità di vedute che produssero la fine della collaborazione. Negli anni successivi abbiamo però conservato un ottimo rapporto interpersonale. Quando venni via da Pistoia avevo la possibilità di andare a Carrara e Pontedera. Scelsi Pontedera per stare di più con mio figlio che allora era un bimbo e adesso ha 23 anni». Giovannini rivela anche della sua amicizia con il super vincente presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi: «Ci conosciamo da tanti anni avendoci preso tanti giocatori. Siamo quasi coetanei, lui del 1961 io del ’64. La nostra è una amicizia che va oltre il rapporto professionale. Mi chiama il maestro e anche il Moggi dei poveri, naturalmente a battuta».l

Stefano Baccelli

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