La protesta
«Il derby? Niente ansie Ci arriviamo consapevoli»
Il momento della Fabo Herons con il vice coach Alessio Marchini
MONTECATINI. Oltre alla gioia indescrivibile di alzare la Coppa Italia di serie B (primo trofeo della storia del club), condivisa con il proprio popolo e con la città, gli Herons sono tornati dal fine settimana romano con alcune certezze in grado di fare la differenza nel finale di stagione.
A partire dalla stracittadina di ritorno con Gema, in programma domenica alle 18 al Palaterme e in cui i Barsotti boys saranno subito chiamati alla prova del nove, onde evitare di perdere punti pesanti per aggredire i primi due posti del girone A, appannaggio rispettivamente della capolista Pielle e della Libertas Livorno sconfitta in finale domenica, a pari punti (42) con gli aironi ma con una gara da recuperare.
Ma poi il calendario sarà fittissimo: mercoledì il turno infrasettimanale in casa con Sant’Antimo e poi domenica 30 Natali e compagni saranno attesi al PalaMacchia proprio dalla doppia L. Prima dell'ultimo tris Legnano in casa, trasferta contro la Pielle al PalaModì e Crema in casa, con i playoff a seguire da maggio. Della due giorni di Coppa e dell’immediato futuro targato Herons ne parliamo col vice allenatore Alessio Marchini.
Marchini, sono passati solo pochi giorni e l’emozione sarà ancora fresca. Che cosa vi lasciano queste Final Four?
«In generale ho visto un entusiasmo nelle persone incredibile, in tanti avevano le lacrime agli occhi e questo è bello, per molta gente ha significato rivivere certe sensazioni a distanza di anni. Penso che sia emersa la coesione del gruppo squadra, il lavoro dello staff e dei ragazzi. Le prime cose che mi vengono in mente è che siamo una squadra democratica, con tanti giocatori che possono risolvere la partita soprattutto offensivamente. E poi che siamo duri a morire, ma sottolineerei anche l’attenzione alle caratteristiche degli avversari».
Quali sono gli aspetti su cui avete fatto un passo in avanti?
«Se pensiamo alle difficoltà avute nei turni infrasettimanali, avendo giocato e vinto due partite del genere in due giorni possiamo dirci molto soddisfatti. La consapevolezza degli errori che abbiamo fatto nel percorso ci ha spinto a dare di più, tirando fuori tutto quello che avevamo. Ne usciamo rafforzati anche rispetto anche ai finali punto a punto in casa con Piombino e Avellino».
Il mirino inizia a puntare sui playoff promozione?
«Per ottenere la promozione di solito è necessario che tanti pezzettini vadano al loro posto. Essere forti e resilienti a volte non basta, serve anche un pizzico di fortuna. Queste 4 non saranno le uniche squadre candidate, mancavano Pielle e San Vendemiano per dirne solo due. Delle finaliste di Coppa siamo stati meritatamente la migliore, i playoff saranno tutta un’altra cosa».
Intanto il derby. Calendario spietato o meglio una partita di cartello per mantenere alta la concentrazione?
«Dobbiamo essere la squadra che arriva al derby paradossalmente con meno ansia delle altre volte perché non ha avuto tempo di averla, portandosi dietro invece la spinta emotiva che serve per fare una gran partita. Non credo che ci presenteremo a pancia piena. La vittoria della Coppa ha aumentato la nostra autostima, ci fa sentire più forti e sicuri, senza ovviamente peccare di presunzione.
Dall’altra parte però c’è una Gema che si allena da due settimane e quindi sarà pronta, ma noi abbiamo le armi per vincere. Poi a prescindere sarà importante ricaricare subito e al meglio le pile per l’infrasettimanale con Sant’Antimo e la trasferta in casa della Libertas che ci aspetterà col dente avvelenato».
Buoni propositi per l’ultima parte di stagione?
«Dobbiamo cercare di perdere meno palloni in attacco per non regalare nulla agli avversari e migliorare le esecuzioni dei nostri giochi. E poi voler fare sempre un passo avanti, perché se hai certi obiettivi l’esperienza non è mai sufficiente. Speriamo di avvicinarci il più possibile al primo posto, ma è ancora più importante arrivare ai playoff in forma sia fisica che mentale».
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