La protesta
Panicucci qui per realizzare tanti gol. «A Pistoia voglio segnare e crescere»
Presentato il giovane attaccante scuola. Empoli arrivato da due settimane
PISTOIA. Mezz’ora contro l’Aglianese, intera partita contro il Carpi: questo lo score in arancione per Filippo Panicucci, bomber diciannovenne sulle spalle del quale sono riposte tante speranze di salvezza della Pistoiese. È arrivato alla corte di Gabriele Parigi solo da due settimane, ma già ha superato nelle gerarchie il trentaquattrenne ghanese Atsina, più esperto ma indietro nella condizione.
Ieri la Pistoiese ha organizzato una conferenza stampa tutta per il giovane scuola Empoli. Panicucci ha disputato la prima parte della stagione nel San Donato Tavarnelle (serie D, girone E) dove era allenato dall’ex tecnico del Livorno (ed ex calciatore arancione) Lorenzo Collacchioni. Poche le occasioni per lui di mettersi in mostra all’andata (11 presenze a tempo parziale e un goal). Adesso spera di avere più spazio. Il ragazzo si presenta così: «Sono un attaccante moderno, che può giocare come unica punta o con un compagno di linea. Mi piace sia venire incontro che attaccare la profondità, inoltre collaborare con i compagni, proteggere la palla e mettermi a disposizione». Ha scelto la Pistoiese perché «a San Donato avevo poco spazio. Mi ha cercato il direttore Baragli e ho accettato subito». Da segnalare che fu proprio Filippo Baragli a portare a Pistoia un altro giovane attaccante scuola Empoli esattamente come lui, Gianmarco Di Biase, per farlo giocare nella cantera orange. Adesso il dirigente a quanto pare si occupa anche della prima squadra nonostante non sia stato ufficializzato questo suo ruolo. «Giocavo poco a San Donato – ammette Panicucci – qui vista la situazione spero di avere più minutaggio e la possibilità di crescere». Ha avuto esperienze giovanili importanti a Empoli e Pisa: «Sotto la torre pendente mi sono trovato benissimo con mister Marco Masi (pure lui ex arancione). A Pistoia siamo una squadra con dei valori importanti senza prime donne. Remiamo tutti nella stessa direzione». A Carpi non si è messo particolarmente in vista: «Ho giocato una partita di sacrificio per rendermi utile alla squadra. In match di quel tipo quando la squadra si abbassa gli attaccanti devono lottare su tutti i palloni per farla salire. Fa comunque parte nel mio modo di giocare».
Panicucci mostra consapevolezza della situazione e pare aver acquisito la mentalità che deve possedere chi gioca in una squadra che si vuole salvare. Un segnale positivo che da solo non basta a un gruppo per dirsi squadra. L’amalgama, gli automatismi e la forma fisica fanno la differenza. Che tutto questo sia già nelle corde dell’Olandesina potrà dirlo solo il campo. Finalmente al Melani arriva un’avversaria abbordabile dopo le scoppole subite. Di scena domenica in via delle Olimpiadi ci sarà la Sammaurese da affrontare però senza Greco e Diakhaté, due elementi esperti incorsi in pesanti sanzioni per proteste. Nelle ultime quattro gare non sono solo arrivate sconfitte, ma anche due espulsioni (Greco e Kamana) e sette giornate di qualifica (Kamana 1, Diakhaté 2, Greco 4). Potrebbero essere sintomo di poca serenità in un gruppo assemblato in poco tempo con giocatori che non si conoscevano tra loro e con gradi di forma molto diversi. Parigi affermò di aspirare di finire le partite in 11, visto che con Ravenna e San Marino non era successo. L’emorragia di espulsioni pare bloccata, non quelle delle squalifiche.
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