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Pistoiese, flop della cessione no all’arrivo di Alessandro Nuccilli

di Stefano Baccelli
Al centro il nuovo capitano della Pistoiese Gabriele Carannante (foto Nucci)
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Al centro il nuovo capitano della Pistoiese Gabriele Carannante (foto Nucci)

De Simone nega di aver conosciuto l’imprenditore romano. Nei giorni scorsi avrebbe incontrato l’intermediario di una cordata chiedendo una caparra

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PISTOIA. Si è consumata in un clamoroso “flop” l’abboccamento tra la cordata romana capeggiata dall’imprenditore Alessandro Nuccilli è il garante del trust orange Maurizio De Simone per il passaggio di proprietà della Pistoiese.

I tifosi possono mettersi l’animo in pace: il “lieto” evento non ci sarà. O meglio, De Simone ieri ha telefonato a mezzo mondo per schernirsi rispetto ad un accostamento con Nuccilli e per lamentarsi di un altro nome pubblicato sui media: «Non c'è alcuna trattativa – dice – soprattutto con questo signore romano uscito sui giornali, che non ho visto e mai sarà visto».

De Simone su invito dello studio Laurenti di Bologna nei giorni scorsi ha incontrato a Roma l’ex calciatore napoletano Carmine Esposito. Pare che il dirigente arancione abbia chiesto una caparra che non è stata accordata per assenza di fondi o per precisa volontà dei suoi interlocutori. Già questo è stato motivo di frizione. Le parti si sono irrigidite anche in relazione alle indiscrezioni pubblicate sui media, in particolare sul nome di uno dei quattro componenti la cordata. Un balletto poco edificante che potrebbe allontanare perfino la volontà di imprenditori locali che si stavano adoperando per individuare qualche situazione idonea. De Simone tuttavia nega che sia esistita una trattativa. Eppure non nega che abbia offerto disponibilità ad accettare la richiesta dello studio Laurenti di incontrare qualcuno. Significa che un orientamento da parte sua a mollare ci sarebbe.

Forse tuttora aspetta un rilancio da parte degli aspiranti acquirenti. E mediterebbe di reiterare le proprie richieste di caparra per la cessione dell’azienda: pare si parli di 50-70 mila euro. Il problema vero sono le reali potenzialità degli aspiranti ad affrontare un problema finanziario come quello rappresentato dalla situazione debitoria del club di via dello Stadio. Per essere più chiari, la società che ha presentato la manifestazione di interesse ha un utile di 2500-2600 euro. L’ad è riconducibile un’altra azienda con un utile di 200 euro. Più significativa è l’esiguità del fatturato che indica 87 mila, 68 mila e via dicendo. La manifestazione non vincolante di interessi espressa dalla “Progetti e restauri” con sede nella capitale prevedeva comunque la richiesta di una riunione a Roma che De Simone ha accettato. Non è passato inosservato l’incontro avvenuto in un bar capitolino tra De Simone e Carmine Esposito. Questa però ormai è archeologia delle notizie.

La realtà dice che domenica a Carpi il numero uno della Pistoiese sarà al 99 per cento ancora Maurizio De Simone. Il garante del trust pare che non abbia del tutto chiuso la porta, ma pretenda alcune garanzie. Non si fida di un interlocutore che sembra essersi a sua volta irrigidito. Nel frattempo il patron della Pistoiese avrà altri incontri e la sua idea di liberarsi di un fardello divenuto pesantissimo resta in piedi. La lenta agonia continua.

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