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Pistoia

Matej Radunic: l’airone croato della promozione «Il derby? Eccome se lo rigiocherei volentieri»

di Lorenzo Carducci
Matej Radunic: l’airone croato della promozione «Il derby? Eccome se lo rigiocherei volentieri»

L’asso ora in Spagna: «Dire di no quest’estate è stata dura, ma spero in futuro di tornare» L’esperienza rossoblù: «Uno dei ricordi più belli in carriera, Montecatini merita la serie A»

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MONTECATINI. A volte ritornano, ma anche se non ritornano restano sintonizzati, con i colori rossoblù nel cuore. Come quel ragazzone croato che scappato in tempo dall’Ucraina invasa dalle bombe (giocava a Mykolaiv), in 12 gare e nemmeno 3 mesi ha conquistato una città intera, portando gli Herons Montecatini e i suoi tifosi alla promozione dalla C Gold alla serie B. Veni, vidi, Radunic, Matej Radunic. C’è chi ancora la notte sogna i suoi canestri, i suoi assist, le sue magie, servite a battere la Gema in una saga derby che resterà nella storia e che dopo domani vivrà un altro capitolo elettrizzante, il dodicesimo.

Altri, nonostante il primato in esclusiva nel girone A di serie B Nazionale di una Fabo che per ora non sembra certo aver bisogno urgente di rinforzi, pagherebbero per un suo ritorno, magari per centrare l’A2. Che poi sono gli stessi che prima di godersi lo squadrone allestito dalla società col ritorno di Sgobba e l’arrivo di Benites, quest’estate hanno sperato fino in fondo nella fondatezza dei rumors che accostavano il centro classe ’96 proprio agli aironi, prima che firmasse nella seconda divisione spagnola, la Leb Oro, per il Torrelavega Cantabria, con cui sta viaggiando a 8 punti e 5 rimbalzi di media. Porte scorrevoli, scelte, opportunità, che non sfiorano la purezza di ciò che è stato. Che poi alla fine non si sa mai.

Matej, come sta andando in Spagna?

«Ho fatto la scelta che ho ritenuto più giusta per il mio futuro. Qui si gioca un basket di un livello molto alto, attualmente siamo a 4 vittorie e 6 sconfitte (11° posto su 18, nda). Abbiamo avuto problemi di infortuni, ma stiamo migliorando giorno dopo giorno. Personalmente sono da sempre abituato a giocare molto con la palla, ma qui l’attacco è più basato sui piccoli. Però sono contento perché sto migliorando tanto in difesa».

Che ricordo conservi dell’esperienza a Montecatini in maglia Herons?

«Fantastico. Quando Andrea Luchi mi chiamò, non avevo informazioni sul club. Nel frattempo anche Gema voleva prendermi, feci un paio di chiamate ad amici con cui avevo giocato in Italia e decisi per gli Herons. Quella promozione resterà uno dei ricordi più belli della mia carriera. Montecatini è una città di basket che merita di fare la serie A. Dal primo momento in cui sono arrivato mi sono sentito parte di una famiglia, la società è molto organizzata e i risultati si vedono. Sul campo e fuori, visto anche l’accordo con Nike. Sono sempre in contatto con giocatori, dirigenti e tifosi, li porterò sempre nel mio cuore».

E l’adrenalina del derby? Ti piacerebbe giocare quello di domenica, prima contro seconda?

«Ne ho giocati 6 (uno nel girone di ritorno, con 28 punti a bersaglio, e gli altri 5 in finale playoff, nda) e sono state tutte partite belle e divertenti, con un’atmosfera meravigliosa. Quando in finale stavamo perdendo 1-2 non ho smesso di credere nei ragazzi, sapevo che avremmo avuto la mentalità per cambiare la serie e vincere il campionato. Sicuramente domenica sarà una partita impronosticabile, ma spero nella vittoria degli Herons. Se mi piacerebbe essere in campo? Che domande, certo che sì».

Quest’estate sei stato vicino a tornare

«Sì, siamo stati in contatto ed è stato davvero difficile per me dire di no. Però la stagione è molto lunga, sono passate poche partite e non so cosa potrà succedere in futuro. Ma sicuramente un giorno spero di tornare a Montecatini e giocare davanti al nostro pubblico. Mando un caloroso saluto alla società, alla squadra e ai tifosi, spero che Herons raggiunga gli obiettivi che si è posta questa stagione, come ha sempre fatto in questi anni».

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