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Pistoia

La Pistoiese crede nella rimonta: possiamo lottare per l’alta classifica

di Stefano Baccelli
La Pistoiese crede nella rimonta: possiamo lottare per l’alta classifica

Il mister: grande spirito di sacrificio col Prato. E intanto torna Macrì

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PISTOIA. Parecchi tifosi hanno voluto ringraziare gli arancioni vittoriosi nel derby col Prato applaudendoli al loro rientro allo stadio mercoledì intorno alle 23. Sembrava di ritornare all'8 febbraio dell'anno scorso, anche quella volta di mercoledì, quando la truppa di Luigi Consonni fu festeggiata in via delle Olimpiadi. Pure in tale circostanza i tifosi orange non erano stati presenti sugli spalti “per ragioni di sicurezza”.

A quell'abbraccio affettuoso tra squadra e tifosi seguirono sette successi di fila nella passata stagione ed è una bella suggestione. Il secondo incontro consecutivo vinto dalla Pistoiese sul Prato senza il suo pubblico sugli spalti è comunque un dato statistico storico. I biancazzurri comunque si confermano un alleato tanto involontario quanto affidabile. È il quarto derby di fila che perdono. Stavolta forse hanno erroneamente considerato che in campo gli avversari fossero l’armata Brancaleone mostrata dai recenti accadimenti, ma come non è stato così. Consonni elogia la squadra: «Lo spirito di sacrificio mostrato nella seconda frazione – dice – è stato decisivo per portare a casa il risultato. La partita nel primo tempo si era incanalata a nostro favore nei giusti binari, con un doppio vantaggio quasi costante. Difendere il risultato soffrendo nella ripresa quando il Prato pressava con i cambi è stato fondamentale. I ragazzi dimostrano di essere predisposti per lottare nelle zone alte della classifica».

L’allenatore ha avuto il merito di trasformare uno spogliatoio dilaniato da polemiche e defezioni in un gruppo granitico che si isola dai problemi societari. Servirà probabilmente tanta pazienza a tutti loro non solo sul rettangolo verde, ma la strada dei risultati inizia in discesa. Gli impegni casalinghi di fila (Borgo San Donnino e Fanfulla) sembrano fatti apposta per iniziare un filotto che il mister ha evocato nel dopogara. Ma cosa è successo? Come ha fatto la Pistoiese a trasformarsi dopo una delle più orribili settimane della sua storia? Non per una sorta di patto tra il mister e i giocatori superstiti o redivivi (che potrebbe esserci), tantomeno dalla “epurazione dei mercenari” (frase in voga sui social), ma per le capacità strategiche del tecnico. Fin dalla richiamata sulla panchina dopo l’esonero ha avuto la forza di correggere il sistema di gioco probabilmente sapendo o immaginando chi se ne sarebbe andato.

Fu il suo vice Salvestroni a rivelarlo dopo la sudata vittoria interna contro il Certaldo: «Nel periodo dell’esonero non abbiamo “gufato” ma riflettuto». Dal 4-3-2-1 si è passati al 3-4-2-1. Non più gli esterni alti di qualità, ma centrocampo più folto, difesa con tre centrali e due esterni tutta fascia. Meno spazio allo spettacolo e maggiore concretezza. Così sono arrivati sei punti pesanti. I veri nuovi “acquisti” sono Valentini, Chiesa e Silvestro. Il portiere non giocava per schierare una quota in porta, il difensore adesso perno della difesa a tre era chiuso da Salto e Davì, Silvestro doveva ritrovare la forma migliore dopo aver saltato la preparazione a causa di una patologia che lo colpì durante il ritiro. I tre sono stati i migliori in assoluto a Prato. Adesso c’è anche un nuovo acquisto vero: è ufficiale il ritorno di Davide Macrì. Che cosa studierà il camaleontico tecnico per fargli spazio lo vedremo presto. Macrì è il secondo figliol prodigo dopo Caponi.

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