Il Tirreno

Pistoia

Pistoiese, Manoni a un passo dopo l’esonero di Consonni

di Stefano Baccelli
Pistoiese, Manoni a un passo dopo l’esonero di Consonni

Matilda Jace: «C’è l’esigenza di primeggiare nella categoria»

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PISTOIA. Nella giornata di ieri il totonome del nuovo allenatore della Pistoiese ha tenuto banco. I tifosi sperano in un cambio taumaturgico come lo fu un anno fa quando Luigi Consonni sostituì Cascione proprio all’indomani di una sconfitta contro il Forlì. È ormai purtroppo archiviata la fantastica rimonta della scorsa stagione di uno stoico tecnico, capace di creare un gruppo granitico, inossidabile e impermeabile a qualsiasi problema extracalcio si stagliasse all’orizzonte. Domani pomeriggio un nuovo allenatore guiderà la prima seduta, probabilmente al Turchi, di Davì e compagni.

Ieri con il trascorrere delle ore perdevano quota le possibilità che il nuovo mister potesse essere Marco Gaburro, allenatore specialista in promozioni dalla D alla C, l’ultima l’anno scorso con il Rimini di Tanasa e Piscitella. Smentito che potesse essere scelto Davide Carfora, in continuità rispetto ai profili degli ultimi due allenatori. Carfora, pure un ex centrocampista ed ex giocatore della Pistoiese. Inoltre pupillo del diesse esattamente come Cascione e Consonni. A smentire ci pensa lo stesso Gianni Rosati: «Carfora era e resta un mio collaboratore e non sarà il nuovo tecnico». L’entourage di Roberto Rocco Boscaglia, altro nome uscito smentisce la trattativa. Alla fine entra come papa in conclave Manolo Manoni, ex Sambedettese dato in viaggio per Pistoia e atteso per oggi.

Intanto la società ha comunicato che il nuovo tecnico sarà presentato oggi alle 18 in una conferenza stampa. L’incontro sarà guidato dal club manager Stefano Nencioni. Il club dopo l’ennesimo silenzio stampa è tornato a parlare pubblicando sul sito ufficiale un virgolettato attribuito alla amministratrice unica di Us Pistoiese 1921, Matilda Jace: «Chi è andato via ha delle responsabilità – si scrive – anche se non esclusive. Chi resta ne avrà ancora di più e dovrà convivere con l’esigenza di primeggiare in una categoria transitoria». «Si lotta dentro e fuori dal campo – aggiunge – il progetto a lunga scadenza va avanti, tra mille complicazioni e con la passione dei tanti tifosi». «Stiamo facendo un ottimo lavoro su tutti i fronti, in gran parte sul movimento giovanile. Accettiamo e custodiamo le critiche, ma perseverare nella maldicenza è sintomo di poca attitudine ad uscire da certe paludi putride e fangose». Infine precisa di voler «riportare in auge l’immagine di un club che rappresenta l’intero popolo Orange».

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