Gioco
Allinei conquista la serie A e saluta il Pistoia Basket
Finale playoff e poi la maturità allo Scientifico per il 19enne
PISTOIA. Ci sono anni da cerchiare di rosso sul calendario della vita. Il 2023 per Gregorio Allinei ce lo immaginiamo così: una stagione culminata con una promozione in A1 col Pistoia basket – per certi versi insperata – a cui si somma la soddisfazione di un esame di maturità, che sancisce idealmente l’ingresso nel mondo degli adulti. E poco importa se l’esperienza in biancorosso si è conclusa dopo tre anni, con il forte interessamento da parte della Libertas Livorno in serie B Nazionale a rappresentare il potenziale inizio di una nuova avventura. Ma per il classe 2004 di Calenzano, Pistoia resterà sempre nel cuore.
Rieti 2020, primo gettone con la Tesi, e Torino 2023 , la vittoria del campionato. Quale data vale di più per Allinei?
«Sono un po’ i due momenti apicali, l’inizio e la fine di un percorso. Personalmente non posso dire che uno sia migliore dell’altro. Il primo è il sogno di un giovane ragazzo. L’altro è un progetto figlio di tutta la squadra».
Chi è stato il tuo punto di riferimento nello spogliatoio?
«La forza del gruppo è stata quella di essere punto di riferimento in sé in questi anni, diciamo però che venuto via da Biella con “Sacca” (Lorenzo Saccaggi, nda) ho creato un ottimo rapporto, è stato lui la mia stella polare (con la coincidenza che se si concretizzasse la pista Libertas, Gregorio passerebbe da un Saccaggi all’altro, nda)».
Michele Carrea e Nicola Brienza, i tuoi due coach qui a Pistoia.
«Sono stati due allenatori che mi hanno fatto crescere tantissimo. Carrea in maniera diversa: facevo l’aggregato in A2, ha creduto in me e mi ha fatto entrare in squadra come giovane. Mi ha inserito nel professionismo. Nicola mi ha sempre dimostrato la sua fiducia, manifestandomela di persona anche nei momenti più difficili. E mi ha dato spazio quando era possibile e quando soprattutto ce n’era bisogno».
Giocatore professionista e studente. Com’è stato conciliare il basket con la maturità?
«L’impegno scolastico è stato tosto in questi tre anni, ma da maturo ti dico che è stato un bel percorso, che mi ha fatto crescere. Ho studiato durante le trasferte, tra un allenamento e l’altro, ma alla fine tutta la fatica ha dato i suoi frutti. Il primo giorno di esami avevamo la finale playoff a Torino e il giorno dopo mi sono trovato catapultato sui banchi per gli scritti, senza neanche accorgermene. Il risultato per me è stato una grande e immensa soddisfazione».
Più duro preparare un esame o una finale promozione?
«Dal punto di vista mentale l’esame, dal punto di vista invece fisico non si discute che la finale sia decisamente più tosta. La dedizione in entrambi i casi che devi mettere però è tanta. È stata un’esperienza doppia che ho vissuto in modo unitario».
Che cosa c’è dopo Pistoia per Allinei?
«Ancora niente di ufficiale. Ho ricevuto delle offerte ma non posso dire niente adesso, se non che la serie A1 è complicata, e forse non è quello di cui ho bisogno adesso».
Rammarico o orgoglio nel lasciare la Tesi?
«Nessun rammarico, ma orgoglio di aver riportato Pistoia in A1 dopo un’auto-retrocessione. C’è tristezza semmai nel lasciare una città che cominciavo già a sentire mia».
Cosa auguri ai biancorossi il prossimo anno?
«Spero che sia una stagione lineare, al netto delle difficoltà. Ma confido nei miei compagni che sono stati confermati e nel loro senso d’appartenenza. E nella voglia che ha anche tutto lo staff di dimostrare che Pistoia si merita la serie A1. Spero di poter venire al palazzo e godermi qualche bella partita».
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