Sicurezza
La Pistoiese a testa bassa: zero ritmo e addio playoff
In un Melani pressoché deserto il Corticella vince e va avanti
PISTOIA. La Pistoiese saluta la stagione con la sconfitta casalinga ad opera del Corticella, formazione che rappresenta un quartiere della città di Bologna. Caponi e compagni perdono 2-1 ed escono dalla corsa playoff. Gli emiliani battono i ragazzi di Consonni per la seconda volta di fila e volano in finale.
La gara si è svolta in un clima surreale, davanti ad un pubblico dimezzato. Specie la Pistoiese è apparsa stanca e svogliata, probabilmente come l’aveva prevista Consonni nella presentazione della vigilia quando parlava di aspetto mentale e rischio sindrome da delusione. Il clima da ultimo giorno di scuola si sintetizza anche nel commiato dell’au Stefano Gammieri che a fine gara si allontana dallo stadio trascinando dietro di sé un trolley. Va subito chiarito che comunque si tratta di un arrivederci: il tempo di staccare la spina al termine «di due campionati in uno», come lo stesso dirigente, unico a parlare nel dopogara, definisce la stagione. «Proveremo a confermare mister Luigi Consonni e il 70% del gruppo», fa sapere. Le esternazioni dell’avvocato napoletano sono state sicuramente più pirotecniche delle evoluzioni dei giocatori sul campo, per le quali «la Pistoiese chiede scusa ai 556 spettatori paganti». L’amministratore orange la mette in filosofia: «Il calcio è una livella», afferma evocando il suo concittadino Totò. Forse riferendosi alla poesia dell’artista partenopeo quando spiega che la morte mette tutti sullo stesso piano.
«I punti devi sudarli e conquistarli. Non basta chiamarsi Pistoiese per vincere. Oggi (ieri, ndr) ci inchiniamo a una squadra che ha dimostrato di meritarsi più di noi di andare avanti. Sono andato complimentarmi con loro. Questa stagione è stata una esperienza che ci servirà». Se i gradoni della Nord erano in gran parte vuoti, altrettanto si può dire della tribuna d’onore che spesso è lo specchio del clima. C’era Vannino Vannucci, uno che non ammaina mai la bandiera arancione, qualche gradino più in basso, accanto a Gammieri, sedeva come sempre il socio della Holding Simone Coppini. Un po’ defilati su altre poltroncine l’ex dipendente Maurizio De Simone e il padre di Gammieri, Antonio. I volti noti si fermano qui. In curva nonostante le poche presenze c’è un tifo incessante. C’è modo di guardare intorno perché in campo succede poco. Inizia in attacco la Pistoiese.
E prova ad impensierire il portiere avversario con un colpo di testa di Di Biase. Ben presto i ritmi si abbassano. Al 35’ è di nuovo Di Biase il protagonista: il golden boy riceve nel cuore dell’area da Sighinolfi e spara sul portiere, poi riprende la sfera sulla ribattuta ma calcia a lato. Corticella sorniona. Conquista angoli, calci piazzati e guadagna metri. Al 43’ Menarini colpisce la parte superiore della traversa. Si chiude a reti bianche il primo tempo. Nella ripresa, al 7’ Farinelli entra in area e calcia violentemente. Respinge d’istinto Valentini. È un segnale. Al 10’ vantaggio degli ospiti con lo stesso Farinelli al termine di un’azione insistita. Al 13’ raddoppio sugli sviluppi di un angolo calciato da Oubakent. Sullo 0-2 Davì è espulso per doppio giallo. Sembra la resa, anche perché il Corticella conclude più volte in modo pericoloso. La Pistoiese al 37’ prova a riaprirla con Boccardi su invito di Arcuri, è l’ultimo acuto.
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