Gioco
Valiani: «Complimenti Pistoiese, vincere ancora era forse troppo»
L’ex capitano arancione: «Merito a Consonni per ciò che ha realizzato»
PISTOIA. «Tornare sui gradoni della Curva Nord al Melani è stato speciale. Un grandissimo e indimenticabile privilegio essere lassù proprio il giorno della sua riapertura dopo tanti anni». Parole e musica di Francesco Valiani. «È stata un bella “botta” non continuare a giocare, mi manca lo spogliatoio, i ragazzi, l’adrenalina. Eppure non è stato un anno senza la Pistoiese». Come giocatore è cresciuto nelle giovanili arancioni fino a debuttare con la prima squadra diventando a soli 22 anni il suo capitano. Successivamente si è reso protagonista di una carriera eccezionale altrove, fino a tornare di nuovo da capitano. Quest’anno è stato per la prima volta dopo tanti anni senza squadra. Tuttavia ha accettato le lusinghe del suo amico ed ex calciatore Francesco Zizzari dedicandosi ai bimbi della prestigiosa FZ Academy che svolge l’attività proprio al Turchi in cui si allena anche la Pistoiese. «Questa attività oltre ad offrirmi tanto entusiasmo mi ha permesse perfino di condividere dei momenti con l’allenatore e i giocatori della Pistoiese quando la rifinitura della squadra coincideva con la nostra attività», dice Valiani. Al quale è impossibile non chiedere una valutazione della stagione arancione. «All’inizio mi sono molto dispiaciuto per l’esonero di Antonio Cascione, che è un amico ed è ex compagno di squadra. Sarebbe però ingiusto per un ragazzo preparato e corretto come Gigi Consonni non rendergli merito per ciò che ha realizzato. Hanno fatto entrambi un ottimo lavoro. Cascio ha avuto qualche difficoltà in più dovendo lavorare con un gruppo totalmente nuovo». Riguardo al tecnico calabrese aggiunge: «Credeva tantissimo in Di Biase, me lo disse nei primi giorni di ritiro, che si trattava di un giocatore straordinariamente forte. Però all’inizio non era facile dargli spazio. Davanti c’era tanto traffico, troppa concorrenza. L’allenatore perfetto è quello che si trova ad allenare nella situazione giusta al momento giusto». A proposito del gioiellino passato alla Juve: «Di Biase – dice Valiani – oltre che bravo tecnicamente è molto maturo. Sembra avere tanti anni di più. Nel corso della stagione è stato molto bravo a migliorare di settimana in settimana». Il calo finale della squadra? «La Pistoiese ci aveva abituato male non sbagliando per tanto tempo dopo la sconfitta con il Real Forte Querceta. Ero convinto che potesse farcela, ma sarebbe stato chiedere molto alla squadra. A tirare la carretta da gennaio in poi erano gli stessi. Non c’era più tanta scelta. Purtroppo c’è stato quel fraintendimento determinato dalla conferenza stampa di dicembre che ha inciso. Non era facile convincere i giocatori a venire a rinforzare la squadra. Non perché ci fossero problemi: la società ha dimostrato di non averli, ma perché tanti giocatori non si fidavano. Solo Andreoli e Vassallo hanno avuto il coraggio di accettare e hanno avuto ragione. La squadra a gennaio si è autoresponsabilizzata, poi la società ha dato garanzie». Finale per capitan Caponi che ha ereditato la sua fascia: «Scelta azzeccatissima – chiude Valiani – è stato un vero capitano che ha trasmesso al gruppo la voglia di non arrendersi e i ragazzi lo hanno vissuto come esempio».
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